Il Voice Dialogue e l'adolescente - (Morena Cremonini)
Come spiegare il Dialogo a un adolescente?..... Seduti entrambi alla scrivania, ci dedichiamo ai compiti: Enrico è alle prese con la tanto temuta aritmetica (era anche il mio cruccio, quando andavo a scuola!), io con la recensione-relazione su uno dei libri della bibliografia assegnatami come compito delle vacanze dagli insegnanti della Scuola triennale di Counseling indirizzo Voice Dialogue....
Ogni tanto mio figlio butta un’occhiata incuriosita verso di me, poi mi chiede cosa devo fare... gli rispondo che il mio compito è quello di provare a comunicare in maniera efficace e sintetica il contenuto di ciò che sto leggendo. Mi fa notare che io ho di frotne a me tre libri aperti, contemporaneamente...: Il Critico Interiore, Tu e Io (entrambi degli autori Hal e Sidra Stone, creatori del Voice Dialogue, Dialogo delle Voci) , e La cecità emotiva (di Alice Miller).
“Eh…”gli spiego “Vedi, questo mio modo di interpretare i “compiti” rispecchia bene uno degli assiomi del Voice Dialogue. Ciò che ha fatto sì che io, anziché limitarmi a leggere un solo libro, ne abbia scelti tre, è un “personaggio” che è dentro di me (comune alla maggior parte degli esseri umani, anche di culture diverse)… un Sé Primario che ha un nome buffo: si chiama Attivista. Si è alleato, ne sono certa, con altri “personaggi” primari, che immagino siano il Sé Colto, il Perfezionista e anche il Critico… un altro bel soggetto, quest’ultimo, che è poi quella vocina che mi risuona dentro per ricordarmi quanto io sia inadeguata e utopistica nel pensare di poter aiutare in futuro qualche persona in veste di counselor! I Sé Primari sono quelli che ci fanno agire in modo automatico (tecnicamente, li chiamiamo anche Ego Operativo); sono la nostra impronta dominante, il nostro impatto sul mondo, che ci contraddistingue al punto che le persone possano dire, parlando ad esempio di me,che sono puntuale, affidabile, seria, irascibile, introversa, impaziente ecc…”
“Anche io li possiedo ?” chiede Enrico.
“Certo che li hai, ma essendo ancora piccolo sono in divenire. Si forgeranno sulla base di due possibili scelte: può darsi che tu finisca con il fare tuoi alcuni dei Sé primari miei o di tuo padre, perché magari vedrai in essi la struttura necessaria a sostenerti nel tuo cammino di crescita. Oppure può darsi che tu scelga di essere l’opposto dei tuoi genitori, optando per fare tuoi Sé primari che esistono anche nei tuoi genitori, ma allo stato di Sé “Rinnegati”: cioè ci sono, ma sono stati messi a dormire, perché ritenuti pericolosi o inadatti… Per farti capire, la nonna, mia mamma, lo sai, è chiacchierona: spifferava tutto, anche quelle cose che io avrei voluto tenere per me. Lei è estroversa, amicona… io ho fatto la scelta, inconsapevole, di essere l’opposto. Ho dato risalto ai Sé rinnegati di mia madre,in definitiva. Lei coraggiosa, io fifona. Lei non legge un libro, io ne divoro cento in un anno.
“Solo la nonna, ti ha così influenzato?” mi chiede mio figlio, sempre più curioso…
“In realtà la vita non è così lineare, e neppure lo è il percorso che si inizia da bambini. Nella mia famiglia c’erano altre persone che mi hanno influenzato e che anche io ho influenzato a mia volta: i nonni che vivevano con noi, le mie sorelle. Anche gli insegnanti sono in grado di influenzarci, gli amici… Comunque in generale finisce che mettiamo in una zona d’ombra i Sé ritenuti meno funzionali, che ci possono mettere in “pericolo”…
“Che pericoli hai sentito, mamma?”
“Pericolo può significare anche semplicemente avere delle paure che non riusciamo a sostenere: paura dell’abbandono, del non-amore, di coprirci di ridicolo, di essere considerati incapaci... A sentirsi minacciato da queste paure è il nostro Bambino Vulnerabile: gli Aspetti Primari, nel tentativo di proteggerlo e preservarlo da delusioni e fallimenti, si comportano come quei genitori iper-protettivi che finiscono con l’agire al posto del figlio senza lasciargli alcuna possibilità di manifestare un desiderio o una scelta autonoma. Il Dialogo delle Voci ci insegna ad accettare l’idea che questi Sé Primari vanno onorati per il lavoro che hanno fatto (infatti se siamo dove siamo, lo dobbiamo a loro), ma che quando il Bambino Vulnerabile “bussa alla porta” bisogna aprire quella porta, farlo accomodare e prendersi cura di lui. Egli (o ella, perché potrebbe essere una bambina) vuole essere accudito un po’ anche dai parenti “rinnegati”, che magari sono assai più simpatici di quelli a cui è abituato! E’ un po’ come quando tu vai a casa della nonna: lei ti lascia guardare tutta le tele che vuoi, ti prepara cibi-super che a te tanto piacciono (salsiccia, patate fritte ecc), ti compra un giornalino… Poi quando torni a casa, devi rientrare nella norma, perché noi genitori siamo meno permissivi. Io chiudo un occhio sulle evasioni alle regole che la nonna ti concede, un po’ perché non sono gravi,un po’ perché so che è bello concedersi delle parentesi di anarchia, se non sono pericolose per la propria salute o per quella degli altri. Allo stesso modo, il Bambino Vulnerabile vuole che a prendersi cura di lui sia la famiglia intera, non solo i “Sé nella struttura” : è riconoscente ai potentissimi Sé primari, ma desidera stare un po’ anche con i parenti “reietti”, che sono diventati tali perché noi stessi li abbiamo esclusi dalla nostra vita. Se al Bambino non apriamo quella porta, lui farà delle bizze pazzesche, finirà col farci ammalare, ci renderà impossibile aprirci autenticamente alle relazioni con gli altri esseri umani (tranne quando ci innamoriamo,ma questa è una situazione del tutto particolare!), ci farà sentire sempre insoddisfatti, depressi, insomma ci toglierà la voglia di vivere.”
“Ma dài, mamma, un Bambino può darci tutti questi problemi?”
“Beh, non è il Bambino, è ciò che noi facciamo di lui, il modo in cui lo trattiamo. Vedi, lui vuole fortemente che non ci identifichiamo in una unica tipologia di Sé. Anche se noi scegliessimo sempre e solo i “parenti” più free, quelli più giocosi , cioè se ci identificassimo unicamente in quella tipologia di Sé, non sarebbe sano per il Bambino… Infatti si sentirebbe trascurato, impaurito, in balia degli eventi. Quello che è certo, è che non ama che noi agiamo in automatico, tralasciando altre opportunità di comportamento e di modi di essere”.
“Sì,ma allora il Dialogo dice che dovremmo essere delle banderuole, che si muovono come tira il vento!”
“No, Enrico, con il Dialogo impariamo ad agire consapevolmente, ci apriamo ad un processo (che pertanto non è mai dato definitivamente) di Ego Consapevole, in cui sappiamo di poter abbracciare la molteplicità dei nostri tanti Sé interiori, con la loro portata . Ti sembrerà strano, ma in tutti noi vi sono parti anche non propriamente nobili: la gelosia, l’invidia, la rabbia, la goffaggine, il “vaffanculismo”. E anche questi Sé meno presentabili possono essere portatori di un insegnamento. Tu stesso sei stato in grado di scovare lati dei tuoi genitori che percepisci come pericolosi.
"Ah sì,e quando?"
"Giorni fa mi hai raccontato di aver sognato che io e tuo padre entravamo in camera mentre tu e tuo fratello dormivate e vi uccidevamo. In questo sogno possono starci tante cose. Un aspetto può essere che le truci notizie dei telegiornali, che in questi ultimi anni raccontano, con dovizia di particolari,efferati episodi di omicidi in famiglia,ti hanno spaventato. Però,da un altro punto di vista, il tuo sogno può essere anche letto come il tentativo di un adolescente di riconoscere,anche se è duro da accettare,che i grandi,i genitori,possono essere cattivi,pericolosi,si trasformano in persecutori. E,per finire,se fosse il mio sogno, potrei pensare che gli adulti,i miei genitori compresi,hanno ferito il Bambino Vulnerabile mio e di mio fratello. Come vedi,Enrico,grazie al tuo sogno ora abbiamo indizi su cui meditare entrambi. Io posso fare tesoro del suggerimento che il tuo sogno mi ha portato:forse io e tuo padre abbiamo calpestato la tua vulnerabilità,e su ciò rifletterò,te lo assicuro. Tu,dal tuo canto,potrai imparare ad accettare che i grandi,ma non solo,hanno anche dei lati oscuri. Fortunatamente gli adulti sono in grado di correggere il tiro consapevolmente e in modo responsabile,e questo deve rasserenarti. Tuttavia è vero,sai,e su questo argomento la psicoterapeuta Alice Miller da anni lavora,che ci sono bambini che non sono stati difesi da percosse,abusi sessuali, maltrattamenti, manipolazioni protratti per lungo tempo e che, se non incontreranno almeno un testimone soccorrevole-consapevole ,in grado di far vedere loro la luce oltre le tenebre,diventeranno a loro volta adulti abusanti. Alice Miller ha analizzato le biografie dei dittatori. Hitler, Stalin, Ceausescu, Saddam Hussein , hanno purtroppo un comune denominatore che ha contrassegnato le loro storie personali: essere stati alla mercè di genitori che li hanno torturati (non solo fisicamente) fino ad annientarne la capacità di vivere relazioni almeno almeno accettabili, condannandoli alla cecità emotiva. Chissà, se avessero incontrato un testimone soccorrevole-consapevole, forse il destino di milioni di vite umane sarebbe stato diverso.Come una matrioska, la sofferenza che pervade un ambito ristretto, può crescere a dismisura, finendo per determinare sofferenze che coinvolgono ambiti sempre più allargati.
"Mamma,spiegami meglio chi è il Testimone soccorrevole"
"Ad esempio potrebbe essere un famigliare che si assume la responsabilità di allontanare il bambino dalla figura abusante e che lo prende in carico anche dal punto di vista emotivo-affettivo. Non è poi così scontato che ciò avvenga. Tutti dobbiamo fare i conti con la morale religiosa, sia che crediamo o meno, soprattutto con la legge del quarto comandamento: "Onora il padre e la madre", secondo cui dobbiamo essere in grado di perdonare tout-court il nostro prossimo, ancor più se si tratta di nostro padre o nostra madre. Ma il perdono in sé, come sostiene la Miller, non conduce da nessuna parte. Oppure, il perdono può arrivare solo dopo aver fatto i conti e dopo aver preso coscienza della ferita inferta proprio da chi avrebbe dovuto essere amorevole con noi , e, per tornare al Dialogo delle Voci, solo dopo aver ricontattato il Bambino Vulnerabile . Un testimone soccorrevole ovviamente può essere anche un terapeuta, a patto che sia un terapeuta che abbia fatto a sua volta i conti con il proprio passato, che non sia vittima cioè della morale del quarto comandamento, che non cada infine nell’errore di identificarsi come il salvatore del suo paziente ma sappia, al contrario, fornire al paziente la giusta chiave che gli occorrerà per aprire la porta che dà sul giardino dell’Ego consapevole. Anche in una relazione terapeutica, non possiamo affidare in toto il nostro Bambino Vulnerabile a un ‘altra persona. E’ ovvio che il paziente che si rivolge al terapeuta è nel bisogno, tenderà a legarsi all’esperto come fosse il suo genitore (transfert). Il vero cambiamento è determinato da ciò che il terapeuta farà di quel bisogno dalla sua posizione di potere (controtransfert). Di questo si legge nel libro degli Stone,c ome pure di relazioni di coppia, amicali, di parentela, di lavoro. Quando le persone instaurano rapporti significativi e duraturi danno vita,per dirla con il linguaggio del Voice Dialogue, a una Dinamica di Vincolo. Dunque, vediamo come posso spiegarti. In ogni persona vi sono aspetti di Genitore e aspetti di Figlio: in una interazione, l’aspetto Genitore dell’uno si lega all’aspetto Figlio dell’altro e viceversa. Possiamo affermare che si tratti di una legge universale, di uno schema d’azione in qualche modo obbligato. Analizziamo adesso come ci siamo giocati alcune “mosse” io e te nell’alimentazione. Fino a due-tre anni fa mangiavi di tutto, eri curioso di assaggiare nuovi cibi, anche quelli che solitamente sono tabù per i bambini,come frutta, verdura, pesce.Vedevo madri sull’orlo della disperazione perché i loro figli rifiutavano una miriade di alimenti, a me non accadeva. Ah,come mi sentivo “brava” e appagata! Per un anno intero ti ho allattato (altro vanto che non verbalizzavo, ma che sicuramente in un qualche modo avrò esternato!), e lo svezzamento è avvenuto senza intoppi. Insomma capivo di aver fatto un buon lavoro, inutile negarlo.
La mia parte adulta, il mio Genitore,si sentiva bravo/efficiente/nutritivo/saggio .
E si legava alla tua parte Figlio, al tuo Bambino Vulnerabile che si è sentito per anni nutrito/accudito/amato/protetto.
La tua parte Adulta (anche i bambini la possiedono) funzionava a sua volta come il Genitore della mia Bambina Vulnerabile: in questo caso tu, confermandomi col tuo atteggiamento la mia “bravura”, ti comportavi come un Genitore amorevole/caldo/affettuoso e la mia Bambina si sentiva vista/amata/confermata.
Questa Dinamica di Vincolo Positiva ha funzionato per parecchi anni. Poi, da positiva, si è trasformata in negativa. I tuoi gusti alimentari sono cambiati, la tua curiosità verso gli alimenti ritenuti da me meritevoli ( perché naturali, genuini, non sofisticati) è venuta meno, dirigendosi verso cibi da me demonizzati (hamburger,patate fritte,ketch-up…).
Ecco ,ora ti traccio una mappa* della Dinamica:questo è uno strumento di analisi coniato da Hal e Sidra Stone,che aiuta a delineare una Visione Lucida della dinamica, obiettiva perché investita di Energia Impersonale, distaccata perché si compie a posteriori dell’evento accaduto. Adesso noi due la usiamo come fosse un giochino divertente, in realtà è molto utile. Andiamo avanti.
La perdita di uno dei miei capisaldi di madre (la “brava nutrice”) è venuta meno. A questo punto mi sono arroccata nei miei Sé Primari (efficienza/critico/perfezionista/brava mamma ecc.)e mi sono trasformata in un Genitore controllante/giudicante/oppressivo, mentre a quel punto la tua parte Figlio è andata nel ribelle/evitante/selettivo. La tua parte Adulta è divenuta a propria volta giudicante/ritirata/sprezzante della mia Bambina spaventata/inefficiente/tradita.
Ti ricordi? Io che non avevo mai avuto bisogno di chiedere notizie alle tue insegnanti riguardo al cibo (come facevano ogni giorno madri che definivo “piagnone” all’uscita di scuola ), verso la quarta elementare cominciai ad “attaccare delle pezze” –come dite voi ragazzi- alle incredule maestre sul tuo modo di cibarti. Mi guardavano perplesse: "Ce ne fossero di bambini che mangiano come Enrico,senza tante storie. Sì, rifiuta i passati,il pesto, il pesce…ma sono alimenti che non ci sono tutti i giorni"...
Cercavano insomma di tranquillizzarmi. Ma a me non bastava: non-eri-più-come-prima! Avevi sempre mangiato di tutto! Tu, dal canto tuo, mi lanciavi commenti del tipo: "Mamma,come fanno le nonne a essere così brave in cucina? Anche tu quando sarai nonna sarai così brava?" oppure "Le nonne cucinano,tu fai da mangiare".
Insomma, stava delineandosi un bel campo di battaglia. A quel punto, il mio Critico Interiore e il mio Patriarca non andarono certo per il sottile, e …zacchete …cominciarono ad insinuarsi nella mia mente con frasi ad effetto,del tipo: "Se anziché iscriverti a tutti quei laboratori di teatro, lettura espressiva,Voice Dance, te ne stessi a casina tua a preparare buoni cibi… Arrivi a casa dal lavoro tanto stanca…tieni le tue energie per la famiglia!"
Ma la mia Bambina Vulnerabile, che era rimasta per tanti anni e pazientemente, in stand-by, sapendo che dovevo accudire bambini veri, in carne ed ossa (tu e Nicola), ha cominciato a reclamare nuovi cibi (i miei laboratori e la mia scuola di counseling). E’ stato un periodo duro.
L’apparente banalità racchiusa in questo esempio, fa capire come da una dinamica di vincolo, se analizzata lucidamente (Visione Lucida),possano aprirsi tante porte utili alla comprensione di aspetti che trascendono la dinamica stessa . Emerge anche la “comicità” delle cose che viviamo come dramma!
Tu, probabilmente, in quel periodo soffrivi realmente di una specie di abbandono:i miei impegni di lavoro si sommano ai miei hobbies, facendo sì che io sia assente, seppure saltuariamente, al momento della cena. Eppure voglio “controllare” il menu anche da dove mi trovo! per cui, per sopire il senso di colpa delle mie assenze, sgobbo come una matta per lasciarvi tutto preparato, tutto pronto. Ma non siete voi a richiedermelo:è la mia famiglia interiore!
Il tentativo di superare questa Dinamica di Vincolo Negativa ha portato alcuni doni: ho imparato a fare la pasta a mano, dapprima per compiacerti, poi ci ho preso gusto. E mi ha regalato alcuni pomeriggi che trascorro impastando assieme a mia madre che mi fa da insegnante, recuperando con lei una zona di intimità che non avevo mai sperimentato.
E, a 45 anni, ho messo piede per la prima volta in un Mc-Donald’s, scoprendo che, a piccole dosi, può essere anche una pausa divertente. Saltuariamente acquisto anche il ketch-up per voi, e qualche volta fingo invece di essermene dimenticata. Non ho mollato però su tutti i fronti, lo sai. Sì alla de-regulation, ma con parsimonia: ogni tanto possiamo mangiare le schifezze, ma non deve diventare la nuova regola.
E il tanto- da- me-temuto pranzo domenicale dalla suocera è divenuto invece molto amato. Mi permette di recuperare tempo per me, a voi di fare incetta di cibi cucinati con amore, e di godere dell’affetto di una nonna di 81 anni.
Ora che la tensione sul cibo si è allentata, tu hai acquistato una rinnovata curiosità alimentare, che sperimenti maggiormente fuori casa (me ne sono accorta, cosa credi, furbastro!) ma va bene così.
Non mi identifico più (ci provo) esclusivamente nella madre-cattiva-perché-molto-impegnata: in fin dei conti state crescendo bene, siete magri come fenicotteri ma , del resto, siete l’immagine di vostro padre e, in definitiva, in un’epoca in cui l’obesità è divenuta un problema serio, la vostra costituzione longilinea è un vantaggio! So anche però che per tenere tranquilli certi amici miei interiori di tanto in tanto devo preparare per voi dei pranzi speciali.
"Mamma, questa mappa,come la chiami tu,si può usare per analizzare qualunque tipo di rapporto?"
Beh, è una specie di esercitazione che può aiutare a comprendere come mai una Dinamica che aveva funzionato magari per lungo tempo all’improvviso diventi fonte di sofferenza. Non è che non ci capiterà più di cadere in una Dinamica di Vincolo Negativa, ma una Visione Lucida allenata può spezzare in un tempo minore il circolo vizioso che il non-detto alimenta. La relazione malata può conservare al proprio interno anche la cura. Non significa tuttavia che ogni relazione vada salvata ad ogni costo: alcune sono destinate (ed è meglio che ciò avvenga) a finire. Ma quando una relazione merita di essere salvata, si può sanare il conflitto abbracciando i diversi Sé, dando udienza alla parte Vulnerabile che si è sentita trascurata.
Vedi, Enrico, se io non avessi dato ascolto alla mia Bambina, se fossi rimasta nel mio ruolo di mamma tutta casa e lavoro, avrei continuato a pretendere da te che ti comportassi sempre come il bravo bambino che mangia tutta la pappa della sua mammina fino ad ingozzarsi! Però... che palle, vero? Fortunatamente sei stato in grado di inviarmi dei messaggi: avevi bisogno di sperimentare il nuovo fuori di casa, fuori dal mio controllo, anche se un po’ di sofferenza c’era anche da parte tua in questo distacco da me e nel vedermi proiettata su altri interessi. In definitiva si può dire che siamo alle prese con un nuovo svezzamento, non trovi?
Nel frattempo a me hanno spiegato che se non mi prendo cura io stessa della mia Bambina, la darò sempre in mano ad altri, finendo per creare più e più dinamiche di Vincolo Negative. Ecco perché non rinuncerò ai miei laboratori artistici e alla mia scuola di counseling.
Mi sono dimenticata di dirti che c’è un motivo per cui ci troviamo invischiati spesso in situazioni che si somigliano. Capita anche a te,vero?, di provare ammirazione smisurata per una persona e profonda repulsione per un’altra, e di trovartele sempre di fronte. In una maniera o nell’altra, entrambe incarnano i nostri Sé Rinnegati,quelli che abbiamo spostato nel sottoscala, ma che vogliono godere un po’ della nostra attenzione, chiedono di partecipare alle “assemblee di condominio” dei Sé di potere e vogliono avere voce in capitolo anche loro nelle scelte che ci riguardano.
Hai capito, allora, Enrico, qual è la mia materia di studio?
"Beh,in parte…però non mi hai ancora spiegato una cosa. Per ben tre anni, ogni martedì sera, che piovesse, nevicasse, fossi raffreddata…te ne uscivi alle nove di sera per andare alla Voice Dance. Ma cosa facevate? E poi vorrei che mi spiegassi meglio cos’è il Voice Dialogue".
Il Voice Dialogue prima ancora che un metodo è un’idea che hanno donato al mondo Hal e Sidra Stone. Così come sostengono, in accordo con altre teorizzazioni psicoanalitiche (pur con originali rivisitazioni), che dentro ognuno di noi alberga quella famiglia di Sé di cui ti ho parlato, alcuni potentissimi, altri in una zona d’ombra, allo stesso modo hanno sperimentato che è possibile far parlare, nel senso letterale del termine, i vari Sé, in sessioni in cui un facilitatore formato al Dialogo delle Voci aiuta il paziente/allievo a dare voce ai Sé che vengono invitati ad esprimersi. Il Dialogo è lo strumento per antonomasia in grado di dare voce ai Sé. Tuttavia è possibile contattarli e imparare a conoscerli anche attraverso altri strumenti, uno dei quali è proprio la Voice Dance da me tanto amata e che consente _attraverso la danza guidata e libera su musiche bellissime_ di esperire col corpo e nel corpo la portata dei doni (o dei macigni!) che i vari Sé recano. Altri strumenti possono essere modalità particolari di tenere un diario; lo studio dei chakra; l’annotazione sistematica e la condivisione in ambiente protetto dei sogni; le meditazioni; le visualizzazioni creative; l’uso di speciali tarocchi... In definitiva, alcuni strumenti sono particolari “brevetti” del Voice Dialogue, altri sono stati introdotti grazie alla creatività dei vari counselors che li hanno presi a prestito da altre discipline perché ritenuti utili al Dialogo. Insomma, il Voice Dialogue non sarà forse la Verità con la V maiuscola, né una sorta di Vangelo. Per quello che mi riguarda, è una cornice di significati, un quadro che voglio finire, una danza che voglio ballare, un sogno da realizzare. Non so mai come spiegarlo alle persone che mi chiedono cosa si fa nella mia scuola, né riesco a trovare una definizione che stia in poche righe e poche parole, eppure era il compito delle vacanze! Le parole dette tra me e te, oggi, trascritte non sono certo una sintesi del libro “TU & IO”. Mi sono allargata un po’.
Ora però ho più chiaro anche io il percorso che ho iniziato da alcuni anni, cercando di spiegarlo a te che sei un adolescente e che mi osservavi di sottecchi mentre ero concentrata nel mio studio.
Su, ora io cercherò di scrivere la mia recensione sintetica del libro. E tu riprendi la tua aritmetica,dài!
Buon lavoro, Enrico.
"Buon lavoro anche a te, mamma"
I riferimenti alle teorie,ai metodi,agli strumenti rintracciabili in questo manoscritto sono tratti dalle personali esperienze di Voice Dance,dalla partecipazione alla Scuola di Counseling-Indirizzo Voice Dialogue e da tre libri che andrò a specificare di seguito:
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Stone H e S, “Il Dialogo delle Voci”,ed. Amrita
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Stone H e S, “Tu & Io”, ed. Xenia 2009
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Stone H e S, “Il Critico Interiore,da nemico a alleato”, (edizione rivista e aggiornata da F. Errani e G. Civita) - Macroedizioni 2009
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Miller A, "Il risveglio di Eva. Come superare la cecità emotiva”, R. Cortina Ed. 2002
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