VD e depressione - (Martha-lou Wolff)
La Psicologia dei sé, sviluppata da Hal e
Secondo gli Stone, ognuno di noi, crescendo, sviluppa un Ego Operativo costituito da un insieme di sé primari, che in genere permettono all’individuo di agire e vivere in modo funzionale. Nel caso della malattia mentale, invece, i sé interferiscono con la capacità di funzionare nel mondo. Grazie al processo di separazione dai sé, la persona può cominciare ad avere più scelta riguardo ai sé da attivare momento per momento. Riassumendo la tecnica del Voice Dialogue ha questi tre ingredienti essenziali:
-
la diretta esperienza dei sé,
-
la possibilità di osservare i sé da un “luogo” di consapevolezza (definito visione lucida);
-
lo sviluppo di un “luogo centrale” che sia in grado di accogliere i diversi sé senza giudizio, di creare una relazione con ciascuno di loro e quindi di avere più possibilità di scelta nei diversi momenti della vita.
Attualmente il solo modo per rendersi conto se una persona può iniziare a sostenere un processo di Ego Consapevole è quello di facilitarli (con la tecnica del Voice Dialogue) e osservare se vi è la capacità di “tornare al centro”: se la persona è in grado di percepire la differenza tra il sé che ha sperimentato e il “centro” a cui rientra, allora è possibile utilizzare questa tecnica per aumentare la forza dell’Ego e ridurre il controllo esercitato dalle diverse parti. Una diagnosi di malattia mentale non significa necessariamente che la persona interessata non sia in grado di trarre beneficio dal Voice Dialogue. Sarà la seduta a determinare se il suo Ego può rafforzarsi grazie a questo metodo.
I disordini della personalità e i disturbi mentali, così come definiti dal DSM IV, possono essere visti come la presenza esagerata di uno o più sé considerati debilitanti. Ad esempio l’Attacco di Panico avviene quando la parte spaventata di una persona prende il sopravvento e tutto viene visto attraverso gli occhi di questo sé. Il Disturbo “opposizionale” avviene quando il sé ribelle diventa pervasivo. Con la Depressione è il sé che sente il dolore, la rassegnazione e l’impotenza a diventare dominante. Quando un paziente è schizofrenico o presenta il Disturbo Dissociativo dell’identità, diversi sé prendono il sopravvento in modo alterno.
Generalmente la diagnosi di malattia mentale si basa sullo stato emotivo e sul comportamento della persona, ma non include la valutazione del possibile sviluppo di un Ego Consapevole. Perciò il nome specifico della malattia non può farci capire se la persona può reagire o meno alle tecniche del Voice Dialogue. Molti facilitatori di Voice Dialogue hanno lavorato in diverse parti del mondo con clienti che presentavano una grande varietà di malattie mentali: molti di loro avevano un Ego sufficientemente sviluppato, che era in grado di separarsi dai diversi sé e riconoscerli dalla posizione centrale; altri invece no e in questo caso il Voice Dialogue non è probabilmente efficace.
Un approccio alla Depressione
Tutti noi abbiamo dei sé interiori che si sentono vulnerabili. Abbiamo anche dei sé che ci aiutano a sentirci forti e sicuri nel mondo, e spesso ci fanno mettere da parte la vulnerabilità in modo da portare a termine gli impegni richiesti dalla vita quotidiana. Chiamiamo Depressione quello stato in cui prendono il sopravvento i sé che si sentono impotenti e rassegnati, incapaci di apprezzare la gioia e il piacere della vita.
Spesso un cliente depresso può essere allenato a contrastare la vulnerabilità con strategie che inducono la presenza dei sé di potere, forti e efficaci.
Utilizzando la Psicologia dei sé e il Voice Dialogue gli effetti della depressione possono essere ridotti aiutando il cliente a sviluppare un Processo di Ego Consapevole in grado di onorare e accogliere i sé vulnerabili.
Onorare
Quando i sintomi della depressione sono estremi, la situazione è molto debilitante e viene classificata come patologica. Molte persone pensano che la vulnerabilità sia qualcosa che deve essere rimossa, cambiata o al massimo curata. Invece la teoria degli Stone afferma che ogni sé appartiene alla psiche perché ne abbiamo bisogno, e ha un dono per noi. Il sé che sa percepire il dolore è lì per ricordarci che non dobbiamo toccare un tegame bollente; il sé che porta la tristezza sa riconoscere la perdita; non saremmo capaci di compassione se non fossimo noi stessi sensibili alla sofferenza. Queste capacità sono specifiche di quel certo sé: altri sé neppure noterebbero queste cose[3].
Quando si parla con un sé vulnerabile[4], ci si accorge che il sé stesso si considera privo di utilità e fonte di problemi per
Accogliere
Quando un cliente ritorna al centro dopo aver fatto l’esperienza di un sé vulnerabile, il facilitatore lo incoraggerà a sentire la differenza tra quello che sente ora e l’energia che provava mentre era nel sé. Questo momento di separazione è la chiave per costruire il processo dell’Ego Consapevole. Da questo luogo centrale è possibile riconoscere i doni di quel sé e quindi rendersi conto della sua importanza nel sistema psichico. Quando ci si rende conto che ogni sé ha la sua propria intelligenza e il suo proprio filtro percettivo, è possibile scegliere consapevolmente di consultarlo, prendendo in considerazione la sua opinione e accordando il nostro comportamento in modo adeguato.
Questo processo è valido per qualsiasi altro sé che possa dominare la personalità, conducendo ad un comportamento che viene definito patologico.
Riferimenti bibliografici:
Hal e
[1] Martha Lou Wolff è direttrice di SCVDI, South California Voice Dialogue Institute
[2] Gli Stone definiscono “ego consapevole” (aware ego) questo centro, che rappresenta un processo dinamico che si amplia attraverso 1) l’esperienza dei sé; 2) la “visione lucida”, ovvero la capacità di osservarsi dall’esterno in modo neutrale, nello stato cosiddetto del testimone. La Psicologia dei sé è definita anche “Psicologia dell’ego consapevole” perché lo sviluppo e il radicamento di tale centro costituiscono lo scopo principale del lavoro.
[3] Da questa succinta descrizione si può notare come nella visione degli Stone i sé (o aspetti, sub-personalità, schemi d’energia) siano considerati importanti e utili alla persona: ogni aspetto ha un dono (e un limite, se ci si identifica troppo con esso o se lo si reprime troppo). Il problema nasce appunto dall’eccessiva identificazione con alcuni sé: L’ego ha finito per soccombere a una combinazione di diverse sub-personalità che si sono impadronite della sua funzione esecutiva. Quello che, perciò, sta funzionando come ego è spesso una associazione di schemi come il Protettore-controllore, il Gentile, l‘Attivista, il Perfezionista e il Critico Interiore. Noi diciamo quindi che l’ego si è “identificato” con questi particolari schemi d’energia. (Hal e
[4] Si fa qui riferimento alla particolare tecnica della “intervista ai sé”, specifica del Voice Dialogue.
Calendario
Cerca nel sito
Parole chiave
Visitatori
NEWSLETTER
LEGGI GLI ULTIMI ARTICOLI
- 1
- 2


