Come prendersi cura della propria mente? - Federica Vignoli

 

Questo il tema che mi è stato chiesto di affrontare al convegno "La cura di sè: esserci e aver cura di esistere", che, grazie all'organizzazione dell'”Associazione culturale APS, il Cerchio della Vita”, si è tenuto il 28 novembre scorso a Forlì. Devo dire che fin dall'inizio la domanda mi ha intrigato, ma allo stesso tempo messo davanti a non poche difficoltà. Come prendersi cura della propria mente? ... La prima risposta che mi davo era: “spegnerla, rilassarla...” tanto nella nostra quotidianità è usata, sfruttata, spinta al massimo, esageratamente esaltata... Tuttavia era solo un aspetto che stavo vedendo e prendendo in considerazione, cioè il procedere del pensiero logico-razionale, quello che, in questo angolo di mondo, ci insegnano ad usare fin dal primo giorno in cui ci sediamo ad un banco di scuola. La mente non può certo ridursi solo a questo... Soprattutto se ragioniamo all'interno della teoria della Psicologia dei sé. Fermo restando che la domanda “che cos'è la mente?” è vecchia come il mondo e le risposte date a tale domanda in numero pressochè infinito, penso che dal punto di vista del Voice Dialogue la mente possa considerarsi, al pari del cuore o del ventre, una sorta di contenitore-strumento dove albergano parti di noi che nella loro straordinaria diversità, hanno caratteristiche comuni di fondo, come un'energia sottile e velocissima. Se prendersi cura significa da un lato individuare bisogni-punti di forza per poterli soddisfare-sostenere, dall'altro riconoscere fragilità-punti deboli per poterli proteggere-contenere, la domanda successiva è: quali sono i bisogni e le fragilità della mente? Senza nessuna pretesa di esaustività ne ho individuati alcuni, facendomi anche aiutare dal pensiero di qualche - a mio parere - grande mente.

Il bisogno di evolversi, ampliarsi. La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente (A. Einstein). La mente, si sa, crea idee... Ognuno di noi ha un'idea, più o meno originale, su se stesso, sul lavoro, sulla vita, sulle persone, sul mondo... Sono le nostre convinzioni, le nostre credenze, i nostri punti fermi. Di solito si traducono in sentenze, frasi fatte, detti di famiglia... Fin qui nulla di male, se non fosse che spesso si vivono tali convinzioni come verità assolute e non come interpretazioni della realtà, quali invece sono e che molte di esse risultano avere un effetto alquanto depotenziante sul nostro stato interiore. Idee critiche su se stessi come: “non posso riuscirci...”, “non sono meritevole di...”, o sulla vita come “la vita è sofferenza”, o sul prossimo come “la gente è cattiva”, finiscono per fossilizzare in comportamenti annichilenti, che possono creare situazioni dolorose, che a loro volta continuano a confermare quanto si pensa, in quella strana magia definita “profezia auto-avverante”. E' un passo importante, dunque, valutare se abbiamo dato alla nostra mente convinzioni limitanti e se, in tal caso, siamo disposti a dargliene di nuove, più nutrienti, assecondando il suo bisogno-talento di arricchirsi e affrontando, se necessario, le resistenze che possono nascere nell'accingersi a questo tipo di operazione.

Il bisogno di conoscenza. Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa (A. Einstein). Il bisogno di conoscenza varia lungo uno spettro di sfumature che va dal desiderio di coltivare un interesse, al desiderio di saperne sempre di più, al desiderio profondo, intenso ed incessante di svelare un mistero. Il carburante è sempre la curiosità ed è la misura della curiosità a stabilire la differenza. Mi sono sorpresa nel constatare di quanto la curiosità, che personalmente considero una grande dote, sia comunemente bistrattata. Alcuni proverbi: chi è curioso è matto; il curioso è sempre ciarlone; la troppa curiosità spinge l'uccello nella rete; alcuni detti: curioso come una scimmia; la curiosità è femmina (in senso dispregiativo...). Fermo restando che, senza dubbio, anche la curiosità ha i suoi lati d'ombra e, male indirizzata, può divenire morbosa, credo sia doveroso e ovvio riconoscere che senza di essa dovremmo ancora scoprire la ruota... Per fortuna, direi, chi è curioso non teme l'impossibile e seguendo, alimentando e sostenendo la propria curiosità si mantiene vivo il proprio intelletto, anche semplicemente, senza voler entrare in ricerche troppo specialistiche, con letture nutrienti e stimolanti. Assecondare la propria curiosità significa solitamente attivare quel ragionamento logico-razionale di cui ho già accennato: è attraverso di esso che possiamo comprendere (=prendere dentro, abbracciare) quanto desideriamo apprendere (=prendere con forza, impossessarsi). Se, come ho già detto, nella nostra cultura, questa facoltà della mente ha assunto un aspetto ipertrofico, che spesso rinchiude in rigidi schematismi e frustranti criticismi, è comunque arricchente apprezzare le sue capacità di lucida analisi, di procedere in linea retta e, come un raggio laser, di centrare il bersaglio, nonché di giungere a percepire la presenza del mistero e di Dio nella magica, semplice perfezione di una formula.

Bisogno di sognare. Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini e maestoso come un'aquila eterna... (J. Morrison). Alla fine del ragionamento logico sta l'intuizione; ogni vero scienziato, e non solo, conosce il valore di questa scintilla improvvisa che porta la luce nel buio: la risposta arriva da un'altra dimensione... Quella in cui solitamente sta comodo l'artista... Quella che non può essere esplorata attraverso il raziocinio, ma con altri aspetti della mente che sanno zigzagare, volare fra analogie, scivolare lungo spirali, cogliere sotterranee similitudini, leggere fra le righe, creare immagini... Ogni creazione della realtà che ci circonda è stata originariamente un'idea, una visione, un'immagine... Eppure, quante volte siamo stati, da bambini, ma anche da grandi, distolti dall'accedere a tale livello dell'esistenza? “non stare con la testa fra le nuvole!” “non fantasticare!” “stai coi piedi per terra!”... Per quanto è considerato bene l'essere logici, tanto è considerato male l'essere “illogici” e tanto l'”illogicità” emerge in modi distorti e spesso distruttivi. Se certamente si tratta di non perdersi nel paese delle meraviglie, si tratta di sapersi concedere meraviglie. Prendersi cura della propria mente è anche trovare il tempo e lo spazio per sostenere questa sua straordinaria capacità... Mezz'ora di sogno al giorno, di apparente inattività... Come sarebbe bello se... Cosa farei se fossi... Come mi comporterei se potessi... Il corpo si rilassa e accedo ad energie e risorse che solitamente giacciono sopite dentro di me... Posso mettere insieme le cose più impensate e fare impensabili scoperte...

Bisogno di essere protetta. Non riesco a pensare ad alcun bisogno dell'infanzia altrettanto forte quanto il bisogno della protezione di un padre (S. Freud). Uno dei principali “nemici” della mente penso possa essere individuato nella manipolazione... Il manipolatore, che è l’aspetto distorto dello stratega (definito nel linguaggio del Voice Dialogue, il Machiavelli), opera su svariati livelli e con sofisticate sfumature. In sostanza esso è in grado di deprivare il prossimo della libertà di scelta e di indurre così le persone a fare ciò che egli vuole, senza che queste si rendano conto se davvero lo vogliono o no. Che sia attraverso la seduzione, la capacità di illudere, di usare la parola giusta al momento giusto, egli bypassa la volontà della persona, agganciandosi a bisogni o fragilità. Tutti noi sappiamo essere abili manipolatori, anche senza rendercene conto. Lo siamo come genitori, lo siamo come figli, come partner, come amici, come colleghi... Il prenderne coscienza ci permette da un lato di usare questa facoltà con maggior discernimento, in modo da non creare danno a noi stessi e agli altri, dall'altro di riconoscere i tentativi di manipolazione del prossimo, così da potercene difendere. Una delle forma più evidenti di manipolazione è visibile in alcune strategie di marketing: esistono veri e propri corsi che offrono ai futuri venditori ogni genere di sofisticato strumento psicologico per indurre i malcapitati ad acquistare prodotti di cui non hanno alcun bisogno, a cifre esorbitanti. Se non diventiamo “genitori” di questa vulnerabilità della nostra mente, può essere incredibilmente molto facile cadere anche in questo genere di tranelli. (Per approfondire questo aspetto leggi la recensione del libro “Convinti”, di Maria Grazia Cammisano e Tiziano Monti, Edizioni Sì).

Bisogno di riposarsi. Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon). Naturalmente la sfera mente, con i suoi abitanti, fa parte del sistema-uomo e in quanto tale interagisce con tutti gli altri componenti del sistema, influenzandoli ed essendone influenzata. Per evitare che si arrotoli in se stessa, perdendosi, vuoi in rigidità o demotivanti criticismi, vuoi in voli pindarici, vuoi in pensieri fissi, vuoi facendosi allagare da altri aspetti, è importante saperla riposare quando iniziamo a sentirla stanca o, meglio, anche prima. Uno dei modi più efficaci di “staccare la spina” della corrente neuronale è lasciare libera espressione ad energie più “basse”, concrete, corporee. Largo quindi al piacere della leggerezza, dello svago, di divertenti serate con amici, del ridere di gusto, del ballo, del buon cibo e del buon vino, del sesso, dell'intimità, delle carezze, del dolce far niente, dove la mente si ritrae, si riposa e si rigenera, cullandosi in un morbido annebbiamento...

Riflettere su “Nostra Signora Mente” è sempre affascinante, se non altro perché è lei che guarda sé stessa... Si ha sempre l'impressione di affacciarsi su un universo infinito e largamente inesplorato... I pensieri, lasciati liberi, partono contemporaneamente e in ogni direzione, come raggi di luce che... dove vanno a finire? Impossibile seguirli tutti... In questo caso è stato un po' come andare a perlustrare la faccia nascosta della luna, quella che, per i più svariati motivi, non vogliamo o temiamo di vedere. Il mantello nero alla dama cristallina... Sfidante ed emozionante presentarla così...

 

L'articolo "Come prendersi cura della propria mente?" è di Federica Vignoli. 

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