Il "tour" del Critico: i commenti delle relatrici...
E’ un vero piacere per me presentarvi questo florilegio di scritti, che le relatrici hanno gentilmente preparato “a caldo” – dopo le loro conferenze ad Arezzo, Asti, Bologna, Grosseto, Modena e Milano – per continuare assieme a tutti voi il processo cui le conferenze e gli incontri hanno dato il via.
E’ un vero piacere per me presentarvi questo florilegio di scritti, che le relatrici hanno gentilmente preparato “a caldo” – dopo le loro conferenze ad Arezzo, Asti, Bologna, Grosseto, Modena e Milano – per continuare assieme a tutti voi il processo cui le conferenze e gli incontri hanno dato il via.
Come potete percepire il lavoro con il Critico interiore è dinamico: quando si comincia a separarsi da questo Aspetto e a riconoscerne e onorarne le risorse, qualcosa cambia.
Lentamente questo “Signore” (quasi sempre compare come un’energia maschile) si trasforma… e diventa un mentore e un alleato. Tuttavia è anche rapido a recuperare certe antiche ansietà, là dove ci sentiamo vulnerabili o sfidati a nuove imprese. E questa è stata in parte la situazione provata dalle nostre relatrici, invitate da me a dare vita a questa iniziativa.
Ringrazio loro per condividere queste impressioni sul sito, e colgo l’occasione per ringraziare il Gruppo Macroedizioni che lo ha sostenuto e in particolare Paola Mazza che ha seguito con competenza e spirito collaborativo le diverse fasi del progetto.
(Franca Errani)
Che la forza del Critico sia sempre con noi! - Silvana Borile (Milano)
Da quest’anno, maggio non è più solo il mese della Madonna: sarà conosciuto anche come il mese del nostro temuto/amato Critico…
Silvia Pelle, Paola Poluzzi, Wanda Gallo, Roberta Butelli, Daniela Lembo e la sottoscritta si sono prese la briga di onorarlo in questo “santo” mese per presentarne in varie città italiane la nuova edizione, magistralmente aggiornata da Franca Errani e Giovanni Civita e corredata di deliziosi disegni. So che “lui” è molto lusingato da tutto ciò, si sente come un Signore riverito e amato: a questo infatti si arriva una volta imparato a conoscerlo e a neutralizzarlo, facendolo diventare da sabotatore un alleato.
Presentiamolo: è una voce particolarmente distruttiva: come uno specchio deformante impedisce di considerare con lucidità il proprio corpo, la propria psiche e i propri comportamenti.
La sua azione eccessiva dà origine alla mancanza di autostima, al confronto con gli altri e al timore di insuccesso. Esiste un modo per impedire al Critico interiore di nuocerci e per trasformarlo in una vera risorsa per il nostro benessere?
Il libro ce ne dà la chiave.
Caro Critico mio… - Silvia Pelle (Asti e Bologna)
Caro Critico mio,
ho pensato che dopo tutto il lavoro fatto insieme, il modo migliore per parlare di te sia parlare con te attraverso questa lettera.
Sai che amo il Voice Dialogue in quanto facendomi accettare quello che sono, mi permette anche di raccontarmi.
Ti conosco personalmente, sotto diversi aspetti dentro e fuori: chiusura, malumore, vergogna, insicurezza, prudenza, acutezza. Insieme abbiamo vissuto una bella trasformazione che continua e queste conferenze e seminari di Maggio in tuo onore, hanno segnato un’altra tappa.
Certamente ho riconosciuto la tua preoccupazione nei momenti precedenti all’inizio dei lavori ma la conquista conseguente agli incontri è quella di aver più consciamente integrato l’azione del signor Giudice dentro di me (una delle possibili energie presenti come tua ombra), mi permetto ora di esprimere quello che non mi va delle altre persone anche senza mediazioni o sensi di colpa.
Questo prima tu non me lo concedevi, so che per te è stato molto penoso sentire i giudizi delle persone care intorno a me, e che mi hai protetta impedendomi di fare altrettanto e cercando di evitarli. Ora penso che anche tu sia contento del mio maggiore grado di libertà e possibilità di scelta e che le tue qualità di discriminare siano a mia disposizione.
Un saluto a te e ai tuoi colleghi introdotti nell’articolo dalle amiche impegnate nell’evento di Maggio.
Silvia
Cronaca di una Vigilia - Paola Poluzzi (Modena)
... che Lui sia in ansia lo capisco già dalla scelta della carta per i volantini … verdi? Noo! Gialli? Se proprio non trovo di meglio .. alla fine ci accordiamo per un grigio-azzurro, sobrio quel tanto da avere il Suo benestare.
In quanto a colori, la diatriba continua anche sull’abito che indosserò la sera della presentazione, secondo Lui non ho niente di veramente adatto … ok, lo porto con me a scegliere un abito "consono". Alla fine la scelta (comune!) cade su: gonna color panna, camicetta bianca, cardigan pure panna. Ci siamo: british quel tanto che basta a rassicurarlo.
La rilettura del libro, relativa sintesi e successiva stesura della scaletta (alla quale dà il Suo contributo!) contribuiscono a rasserenarlo… Una ricaduta la provoca la gonna nuova: ha qualche piega di troppo, e se la portassi in stireria per una ripassatina? Pronti, facciamo anche questa.
Comprendo la Sua ansia, parlerò in pubblico (situazione già di per sé sufficiente a innervosirlo!) e oltretutto parlerò di Lui! È ovvio, vuole che facciamo bella figura.
Arriva la sera della presentazione: usciamo di casa in un turbinio di acqua e vento più monsonico che padano, arriviamo "lindi e pinti" in libreria, dove ci aspetta una saletta dalla temperatura tropicale (tutto sommato in linea con il monsone!).
Sento che tentenna, mi giro e gli strizzo l'occhio, Lui si rilassa quel tanto da consentirgli di sedere integro e sobrio al mio fianco.
Comincio a parlare .. so che, in fondo, Lui sa che io so (per lo meno quando si parla di Lui!)… si rilassa del tutto e si gode l'"on stage" .. e io con Lui!
L’alba - Roberta Butelli (Arezzo)
24 ore all’alba :
Ti sento, sei uno strano - ma neanche tanto - ronzio che si insinua in tutto quello che faccio e che penso. Nulla va bene o è mai abbastanza. Ogni tua frase finisce con un “ Ti sembra abbastanza per ricompensare la fiducia che la Franca Errani ha posto nelle tue mani?” “ Certo anche lei un po’ scriteriata, però…perché proprio te!”
Cerco di farti sentire che ora ti vedo, che ti ringrazio per le orecchie doppie che mi dai, per i doppi occhi con i quali mi permetti di osservare e con la doppia pancia dalle quale mi permetti di percepire difficoltà ed ostacoli.
Il proiettore di slide, la lavagna a fogli mobili, i pennarelli che potrebbero non funzionare, i fogli da posizionare in un punto preciso della saletta… e quanti fogli…Persone contattate tante, certo, ma quante secondo te erano ancora da contattare… ed io a 24 ore dalla presentazione non le avevo contattate.
12 ore all’alba:
Notte agitata, quelle della vigilia nella quale hai voluto starmi accanto suggerendomi di tutto e dopo poco facendomi capire che oramai non ero più in tempo a fare nulla…. Per un momento ti ho intravisto, appollaiato accanto a me con le braccia intorno alle gambe ed un sorrisetto vivace e giocoso alla “vediamo cosa succede”
Strano però, questa volta ti sento meno pessimista del solito… mi hai anche detto che tutto sommato ti diverte essere ascoltato e, in qualche modo filtrato da una Roberta che sceglie cosa prendere di te e cosa rispedire al mittente.
6 ore all’alba:
Hai iniziato a preoccuparti per l’abito e poi, sfogliando il quotidiano hai visto che nella cronaca locale hanno dedicato Mezza Pagina alla cosa…
Ecco, ci mancava solo questo!! Sai quanta gente arriverà ?..e tu non sei preparata ad accoglierla!! Dieci, cento, mille volte questa frase è arrivata alle mie orecchie, ed ho sorriso…
Poche ore prima eri preoccupato dell’esatto contrario. Ecco dove sta la magia!!! Sta nel fatto che mi vuoi bene, ma un bene talmente profondo che non accetteresti che io fossi meno che perfetta, spettacolare, esauriente e stupissi tutti con effetti speciali, salvo poi essere troppo di tutto ciò. MI VUOI BENE E TIENI A ME. Giro per casa vestendomi e gridando questa frase che diventa un piccolo mantra. MI VUOI BENE E TIENI A ME….
L’alba:
Sono le 6, la libreria ha un aspetto che mi piace un sacco, le seggiole sono tutte disposte in linea perfetta, sopra ad ognuna ho messo il materiale carteceo che tu hai supervisionato. Metto un po’ di musica di sottofondo, perché tu mi hai detto di portare il computer anche se non sapevo perché…. Carino, mi piace e ti sento bene. Arrivano le persone, 10, 15, 20, 30..
Tutte riescono a mettersi a sedere, perché tu mi hai fatto creare degli spazi di seduta tra gli scaffali. Dopo circa due ore tutto finisce e le persone vengono una ad una a salutarmi, a conoscermi e a stringermi la mano, lasciandomi e mail e numero di telefono e dicendomi che sono state molto divertite e hanno percepito, il “loro te stesso dentro di loro”.
Stanca, spossata, divertita torno a casa. Ti sono grata perché ancora una volta ho percepito quanto MI VUOI BENE E TIENI A ME.
Adesso che la conferenza è finita…- Daniela Lembo (Grosseto)
Daniela: Allora, carissimo, adesso che la conferenza è finita e stiamo tornando a casa, mi piacerebbe sapere come ti senti..
Critico: Beh…mi sento...diverso. E’ una strana sensazione…per niente spiacevole, però.
Daniela: Immagino, essere al centro dell’attenzione di 35 -40 persone per due ore circa dev’essere stata un’esperienza assai nuova per te..
Critico: Infatti! Io che sono abituato a vivere nel silenzio…a sussurrare nel buio delle coscienze.. trovarmi i riflettori addosso…meno male che mi avevi già preparato, leggendo il libro più volte e contattandomi attraverso i Sé miei alleati negli ultimi due anni.. se non mi avessi già creato quello spazio prima…credo che ti avrei impedito di essere così sciolta, di riuscire addirittura a raccontare barzellette su di me!
Daniela: Non ti sarai offeso, spero..
Critico: No no, anzi, mi sono divertito…sai che non è poi così male essere presentato e riconosciuto da così tanta gente? Mi sento…come dire.. gratificato!
Daniela: Già, hai sentito cos’ha detto quella signora in prima fila: “ah, ma allora non sono pazza, non sono l’unica che sente questa voce, la sentono tutti!” e sembrava così sollevata da questa scoperta!
Critico: Infatti...io credevo che rimanere nel segreto fosse la cosa migliore per proteggere l’immagine delle persone in cui abito, però quando ho sentito tanto interesse per me, quando mi sono accorto che mano a mano che mi descrivevi le persone cominciavano a comprendere le mie paure e a vedermi sotto un’altra luce.. non più il genitore ansioso e “castrante” o il giudice inflessibile ma un amico che sa valutare situazioni e comportamenti con lucidità e discernimento… mi sono rilassato..
Daniela: Me ne sono accorta, infatti ad un certo punto non ti ho più sentito preoccupato dei termini che usavo nella spiegazione, di come mi ero vestita…addirittura non ti preoccupavi nemmeno del fatto che mia sorella mi facesse le foto, tu che mi hai sempre detto che non dovrei farmi mai fotografare perché vengo sempre malissimo!
Critico: beh, ammetterai che non sei proprio fotogenica…
Daniela: che fai ricominci?
Critico: guarda che te lo dicevo…da amico!
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