Il Dubbio - Usarne i doni ed evitarne le trappole… - (Franca Errani)
Ci sono persone che non dubitano mai. All’opposto, ci sono altri che sono perennemente indecisi. In generale ci muoviamo tra questi due estremi. Il dubbio, in verità, è un’arte – o almeno potrebbe diventarlo, se fosse gestito alla luce dei vari Aspetti interiori che compongono la complessità umana. Proviamo a leggerlo attraverso questa griglia interpretativa, in modo da imparare ad apprezzarlo e a riconoscerne i possibili tranelli.
Gli estremi
Chi non dubita mai è profondamente identificato con i suoi Aspetti dominanti: sono “loro” che non lo fanno dubitare, perché spesso non concedono nessuno spiraglio alla possibilità che esistano Aspetti diversi con opinioni e gusti differenti. Se vogliamo vederli in azione basta gettare uno sguardo all’arena politica: qui le persone vengono sollecitate a identificarsi in un certo punto di vista, e dal lì a giudicare drasticamente, talvolta anche con ferocia, le posizioni opposte.
La sensazione di forza che procura la certezza è un’esperienza gratificante, che viene corroborata dall’aggregazione in un gruppo. I vegetariani non sopportano i carnivori, i pacifisti odiano i guerrafondai, le diverse religioni si giudicano reciprocamente, e così via.
Chi non ha mai dubbi, però, spesso è come un gigante dai piedi di argilla. Il suo sistema primario ha profondamente soffocato l’opposto e soprattutto non gli permette di avere contatto con la vulnerabilità che soggiace al sistema. La persona si è identificata con i suoi Aspetti di potere. La forza del suo giudizio verso gli altri è direttamente proporzionale alla mancanza di contatto con la vulnerabilità che affonda nell’inconscio.
Una giovane donna, sposata da pochi anni e profondamente in crisi, parla con il marito: gli espone le ragioni del suo disagio e gli chiede se è disponibile a fare, assieme a lei, un percorso di counseling per vedere di uscire insieme dalla crisi. Lui non ha dubbi: lui non sente alcun disagio, è lei che ha dei problemi. Se vuole andare, vada da sola. Dice questo arroccato in un Aspetto di potere impersonale, logico e vagamente sprezzante. Non è difficile immaginare, al di sotto, la voragine di vulnerabilità alla quale questo giovane uomo non ha alcun accesso! E’ evidente infatti che, se una coppia è in crisi, questo fatto riguarda entrambi i partner. Nessuna crisi nasce da sola. E insieme va risolta. Ma questo significa andare a recuperare i fili nascosti e spesso dolorosi del proprio percorso di vita, essere disposti a mettersi in gioco, a riflettere e parlare insieme, a rinunciare ai rispettivi giochi di potere…
All’opposto abbiamo il dubitatore perenne: forse fin troppo sensibile anche ai più sottili stimoli della propria psiche, forse fin troppo allenato – per carattere o troppi seminari di sviluppo personale! – all’ascolto interiore, forse fin troppo pronto a chiedere consiglio e ad ascoltare le opinioni di amici e parenti e a farle provvisoriamente proprie, il dubitatore di professione riesce da solo a paralizzarsi nella vita, oscillando tra contrapposte spinte, sospeso perennemente sull’abisso di un’estrema difficoltà di scelta. A volte sceglie per sfinimento, a volte perché la vita o gli altri scelgono per lui/lei. Naturalmente scelte cosi fatte lasciano la bocca amara e non vengono mai sentite come proprie: questo genera risentimento e insoddisfazione. In questi casi è la vulnerabilità ad essere fin troppo in superficie e a provocare turbamenti e onde ad ogni piccolo passo del vivere. Anche in questo caso vi possono essere dei vantaggi, almeno indiretti: l’Eterno Indeciso diventa l’Aspetto primario e la persona può sfiorare la vita lasciando che siano gli altri in qualche modo a orientarne le direzioni – in tal modo non prende responsabilità e la colpa è sempre degli altri.
I dubbi indotti
La nostra società ridonda di informazioni. In ogni campo del sapere, ogni giorno vengono sfornate più notizie che in anni della generazione precedente. Le possiamo reperire facilmente; quando non le cerchiamo, ci entrano in casa comunque in qualche modo.
E’ stato coniato il termine di “infosfera” per definire questa nuvola informativa che circonda il pianeta. E ad ogni notizia se ne contrappone un’altra diversa, spesso spiegata in modo altrettanto allettante.
C’è di che perdere la testa!
Vi è poi il modo attento con cui tante informazioni sono confezionate, proprio per instillarci dubbi sulle nostre caratteristiche (l’aspetto fisico, come ci comportiamo, come mangiamo, com’ è la nostra casa, come educhiamo i nostri figli ecc.) e in modo più o meno esplicito ci propongono immagini omologate, alle quale è invitante aderire… in una forma di conformismo che cerca di ridurre il disagio di non essere adeguati…
Attenzione in ogni caso alla trappola delle parole: ad esempio, cosa significa può significare l’aggettivo anti-conformista? Qualche volta può indicare semplicemente una persona che… si conforma ad un altro modello, magari di nicchia rispetto a quello dominane.
Nella natura umana una dose di conformismo è indispensabile per la creazione e il mantenimento di una società, che si appoggia appunto su valori condivisi. Imparare a riflettere, a selezionare, a distaccarci dalla reazione emotiva dei tanti messaggi che inondano il quotidiano è fondamentale per riconoscere i dubbi indotti e riuscire a disinnescarne il potere.
Il dubbio come arte
Il dubbio manifesta il conflitto interiore tra spinte opposte. Una parte di noi vuole una cosa, un’altra no. Stare nel dubbio significa saper stare nel disagio di questa contrapposizione irrisolta. Irrisolta nel senso che l’io si lascia sperimentare le diverse opzioni, accettando uno stato di “non scelta”, che è apparentemente passivo, ma può essere germinativo di una scelta molto più cosciente rispetto ad una compiuta di impulso, seguendo soltanto lo stimolo automatico dell’Aspetto dominante.
Stare in questo spazio può non essere facile soprattutto quando i nostri Aspetti dominanti sono ad esempio l’Attivista, che vuole fare (qualsiasi cosa pur di non restare fermi!), il Competente (che non ama l’indecisione), il Disponibile (che è pronto a seguire la richiesta pressante dell’amica o del partner, pur di non deluderla/o), il Razionale (che ama la lucidità, la chiarezza e quindi anche la rapidità), e così via. Molte Parti dentro di noi spingono per una risoluzione rapida del dubbio. Nel fondo, anche la nostra parte Bambina può indurci a decidere: i bambini non amano attendere, non sanno gestire la frustrazione del bisogno rimandato – come qualsiasi genitore di bimbo piccolo sa (dico bimbo piccolo, ma oggi questo fenomeno si è esteso ad ogni età: abbiamo disimparato a gestire la frustrazione di un bisogno rimandato o negato… ma questo apre un intero nuovo capitolo al nostro discorso!).
La triangolazione
A volte in questo stato può essere utile usare la tecnica della triangolazione per esplorare meglio i due campi contrapposti. Puoi utilizzare due cuscini che porrai ai lati, un poco più avanti rispetto alla posizione in cui sei seduto/a tu. Si va così a costruire un triangolo, di cui tu occupi uno dei vertici, mentre gli altri due sono occupati dai cuscini. Il vertice in cui ti trovi tu rappresenta il tuo centro, il nucleo di un io consapevole che stai costruendo rispetto al tema che vivi con tanti dubbi (vedi la figura).
Il dubbio configura un’oscillazione polare: sì, vado, no, non vado; sì, compro quell’oggetto, no, non lo compero, eccetera…. Rifletti su quali possono essere, dentro di te, le due istanze in conflitto.
Ora, prova a immaginare di collocare sui due cuscini le due “opzioni” contrapposte – se ti aiuta, puoi immaginare di respirarle fuori da te, ognuna su un cuscino. Lo scopo è di cominciare a creare una relazione tra te (come centro, come io cosciente) e entrambi questi Aspetti di te.
Ora puoi “osservarli” da una posizione diversa: non più identificato con essi, ma come se fossero due personaggi, energie con cui puoi dialogare. Comincia a creare relazione con la opzione / Aspetto che senti più consona a te, quella più conscia. Che cosa ti sta dicendo rispetto alla tua scelta? Quali sono i punti a favore di questa scelta? Quali vantaggi pratici, emotivi, intellettuali vi sono? Quali eventuali paure sono tranquillizzate da essa? Questo Aspetto è già presente in altre tue scelte? Qual è la sua regola?
Ripeti il procedimento per creare il contatto con la seconda energia.
Ora, dal centro dove ti trovi, guarda entrambi questi mondi… finora hanno combattuto l’uno contro l’altro… E il risultato è questa sensazione di dubbio che ti accompagna. Ora tu sei in mezzo… cosa può cambiare, con la tua presenza al centro? Ora sei più consapevole delle due prospettive…
In genere quando si attiva qualche forma di colloquio, di interazioni con i vari Aspetti che ci fanno dubitare, qualcosa succede: ad esempio nella notte possono arrivare dei sogni che portano avanti il tema, oppure improvvisamente si fa strada una nuova idea, alla quale prima non avevamo pensato… e che a volte risolve il dubbio a un livello superiore.
Saper stare nell’attesa
Il dubbio come arte ci invita a saper vivere con calma la fase più o meno lunga dell’attesa, della germinazione della scelta. Ovviamente vi sono situazioni in cui è obbligatorio scegliere – una scadenza improrogabile, un concorso ecc. – ma nella maggior parte dei casi l’ansietà legata all’aspettare deriva dai nostri Aspetti dominanti. Allenarsi a questo ascolto, tranquillizzare le Parti scalpitanti, vedere le cose da una prospettiva più ampia: sono questi i doni del dubbio coltivato con arte. Sono doni di saggezza.
Riflettere sui propri valori
Quali sono i valori fondanti della tua vita? Elencane quattro. Sono troppi? Sono pochi? Una casa ha quattro angoli; il quattro è il numero della “manifestazione”, della realtà concreta in cui viviamo. Negli Arcani maggiori dei tarocchi, il 4 è il numero dell’Imperatore, che costruisce e governa, conosce la Legge e la fa rispettare. E’ il numero della stabilità
Avere dei valori è diverso da essere identificato con gli Aspetti che portano quei valori; avere dei valori è creare gli argini tra i quali può scorrere il fiume della nostra energia vitale. I valori sono inattingibili – sono ideali che però illuminano il cammino verso la meta.
Essere in contatto con i propri valori aiuta il cammino del dubbio: a poco a poco i dubbi persistenti e paralizzanti si trasformeranno in dubbi costruttivi, che andranno ad arricchire il patrimonio della nostra saggezza e ci apriranno scenari sconosciuti di nuove opzioni.
Copyright Franca Errani - Se lo utilizzi in tutto o in parte grazie per citare la fonte.
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