50 e lode! I colori della menopausa (Franca Errani)
La nostra epoca è stata quella che ha visto la menopausa trasformarsi in una “malattia”, grazie ad una visione medica e farmaceutica unilaterale, che ha scavato un solco sempre più profondo d
i incertezza, disistima e paura in noi donne.
Non voglio negare il fastidio di certi sintomi, ma vi sono alcune cose su cui è opportuno riflettere insieme. Siccome la menopausa (ovvero la “cessazione del mese” – questo è il significato etimologico) è una tappa evolutiva naturale nella vita della donna, è quantomeno strano che essa sia diventata una patologia. Ma come è avvenuto?
L’inizio – se lo vogliamo chiamare così – di questa tendenza lo possiamo situare nell’America degli anni ’50 e nell’ideale di famiglia che si andava declinando allora: la famigliola mononucleare in cui il marito lavora e procura il denaro, la moglie in casa a crescere i figli e a cucinare, ma anche a fare di tutto per essere avvenente e restare sempre bella per il marito. L’ideale femminino che emerge è infatti quello di Marilyn Monroe…. Cosa accade, a una moglie così, quando i figli se ne vanno, i capelli diventano grigi e il seno cadente? Non fu un caso che il consumo di Valium aumentò in modo enorme, per questa categoria di persone, in quegli anni!
Fu poco dopo che il Dottor Robert Wilson, famoso ginecologo di New York, pubblicò un libro destinato a diventare un best-seller: “Feminine forever”, un libro che (finanziato dalla casa farmaceutica Ayerst) demonizzava questa “tragedia”, la menopausa, che rendeva la donna “l’equivalente di un eunuco”. Ammiratore egli stesso delle donne giovani e belle, Wilson incalzava con una mitragliata di drammi: la secchezza vaginale, l’osteoporosi, la perdita della libido e del sex-appeal… e proponeva con grande entusiasmo quella che a suo dire sarebbe stata la panacea di tutti i mali:
Successivamente i rischi della T.O.S sono stati evidenziati in molte ricerche, così come invece è stata chiarita l’influenza reale di molti altri fattori. Oggi molti medici sostengono che la maggior parte dei sintomi che sono stati “attaccati” a tale “malattia” provengano in gran parte da una alimentazione errata, uno stile di vita non salutare, un atteggiamento culturale che sottolinea il “decadimento” della donna, l’opera costante della pubblicità, l’uso scorretto delle T.O.S, l’inquinamento.
Naturalmente vi sono anche situazioni in cui un intervento terapeutico mirato è indispensabile, ma nella maggioranza dei casi le donne non soffrono di menopausa, ma di … “menopausite” – la carica negativa e patologizzante che è stata messa addosso a un fenomeno naturale che si potrebbe perciò attraversare con tutt’altro spirito.
Certo, in una società che idolatra la giovinezza, dove le riviste femminili sono piene di immagini di ragazzine prepuberi truccate da donne adulte e provocanti, dove è ormai fin troppo frequente (e anche molto apprezzato in certi ambienti) vedere ragazzine giovani e belle accanto a uomini che potrebbero esserne i nonni, mantenere un atteggiamento equilibrato e ottimista in questo passaggio di età è operazione quasi eroica, che richiede autoreferenza, sensibilità, ottimismo, intelligenza e una buona dose di humour.
Uno slogan simpatico che lessi anni fa con divertimento era: “Meno-pausa… più movimento!”, e di certo il movimento in tutti i sensi, non solo fisico ma anche intellettuale, di scambio di idee, di vivacità espressiva, di curiosità verso la vita e gli altri, è un ottimo ingrediente! Se è vero che gli estrogeni calano abbastanza da interrompere il ciclo mensile, ne restano comunque a sufficienza per le altre funzioni ad essi deputate!
Qualche buona ispirazione ci può venire se ci ricolleghiamo alle culture native, per cogliere alcuni aspetti interessanti. Sembra infatti che in altre culture questo passaggio sia un momento di tranquilla celebrazione. La donna, libera dalle gravidanze, può muovere verso un livello più profondo di conoscenza di sé, verso un risveglio spirituale. Diventa la “donna saggia”, la cui opinione è stimata all’interno della comunità. In tali contesti, inoltre, la creatività della donna non è solo quella biologica, generatrice di bambini; con la menopausa il “fuoco creativo” che viene dato alla Terra durante tutta l’età fertile, con le mestruazioni, può ora “risalire”, essere conservato e trasformato in altri tipi di creatività più personali o spirituali. In questa visione, ecco che le famigerate “vampate” sono la manifestazione di questa “donna ardente” che ora è a nostra disposizione…
Beh, non so cosa ne pensate voi, ma a me questa visione ha offerto un grande sollievo: anziché subire le vampate passivamente, ho imparato a rilassarmi e a meditare su questa “donna ardente” che è dentro di me e che mi sta offrendo il suo fuoco! E vi assicuro che sono cambiate molte cose.
Questo è solo un esempio. Naturalmente non voglio minimizzare i disagi e la vulnerabilità che accompagnano questa trasformazione, ma iniziare a offrire diversi punti di vista, nuove aperture, una visione più ottimistica e serena. Là dove il disagio emotivo sia forte, può essere utile qualche colloquio di counseling e anche una eventuale terapia da concordare con il proprio medico di fiducia. Anche la lettura di libri divulgativi può aprire nuove comprensioni. Ma la comprensione più importante arriva dal conoscere i propri Aspetti interiori, quelli che sabotano questo processo e quelli che possono esserne alleati! E qui il Voice Dialogue resta uno strumento insuperabile!
Vi sono infatti diverse energie che ci fanno vivere malissimo questo passaggio: il Patriarca interiore ad esempio, e il Critico… questi due Aspetti spesso “viaggiano” insieme e da soli bastano a farci sentire delle naufraghe disperate! Eppure… occorre davvero anche la loro trasformazione se vogliamo goderci le fiamme delle vampate (J) e il cambiamento. Una sana energia afroditica può essere alleata, perché attiva il contatto con il senso della bellezza interiore, ma se questa dea è presente in modo esagerato ci può rendere ridicole… così come
Gli Aspetti interiori che si attivano attorno a questo evento, così importante per ogni donna, sono tanti… conoscerli, comprenderne le paure e i bisogni, le convinzioni e le aspettative, rende questo viaggio molto più facile e interessante. Provare per credere!
Con simpatia per tutte noi,
Franca Errani
Ottobre 2009
Letture consigliate: Leslie Leonelli, Il miracolo di Santa Rosalia: Reincarnazione in menopausa, Baldini Castoldi e Dalai editore, Milano, 2003.
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