Visione Lucida, 2* Parte (F. Errani con Cecilia Sacchi)
Come preannunciato nel mese scorso, continuiamo la panoramica sugli utilizzi della Visione Lucida al di fuori della classica seduta di Voice Dialogue, come frutto delle sperimentazioni più recenti del metodo integrato dell’Istituo Innerteam e della Scuola di counseling e Coaching indirizzo Voice Dialogue.
Questa volta la testimonianza ci viene dalla dott.ssa
“Ormai la Sintesi della VL fa parte del mio bagaglio terapeutico. Forse dico una parola grossa, ma sono sicura che vi sia una valenza terapeutica in questa “restituzione” al paziente del suo vissuto, da un altro punto di vista. Quando il paziente si siede al mio fianco, esce letteralmente dal suo stato di “malato”: si vede con altri occhi. Sono certa che questo elemento potenzia il processo di guarigione delle persone.
Uno dei nodi più complessi della relazione medico-paziente è infatti la tendenza di quest’ultimo – suffragata dal nostro modello medico occidentale – a delegare completamente la figura del terapeuta alla cura: in un certo senso, il paziente “depone” il suo malessere sulla scrivania del medico e si aspetta
Faccio questa premessa perché mi sembra essenziale inquadrare il mio utilizzo “extra-ordinario” della VL all’interno di una più generale modalità di relazione con il paziente, che ha visto nel tempo cambiare anche il mio setting di accoglienza. Nel mio studio, anche se vi è una scrivania, raramente viene utilizzata in modo tradizionale. Più spesso, io e il paziente sediamo su due sedie senza diaframmi in mezzo; il colloquio, come da tradizione omeopatica, dura circa un’ora. L’aspetto relazionale quindi è molto presente, fa parte del percorso terapeutico.
Trovo che la VL, che utilizzo con grande regolarità anche se non sempre – questo dipende dalla mia sensibilità riguardo alla specifica situazione – aiuti a fare un “clic”: è uno scatto di consapevolezza a volte decisamente notevole. Vi sono persone che tendono a vedere solo al di fuori di sé le cause del proprio disagio (“è tutta colpa di mio marito/moglie/suocera…!”); all’opposto vi sono persone che sopravvalutano la propria responsabilità e si colpevolizzano sottovalutando l’importanza di altre cause (“mi sono troppo trascurato..” senza ricordare che ci sono stati grossi problemi reali che hanno imposto ritmi sfinenti). Vi sono persone che oscillano tra il desiderio-dovere di curarsi e quello di evitare il confronto con
Un caso interessante è legato al rapporto madre-bambino. Nella mia pratica vedo molti bambini, che la famiglia sceglie di curare preferibilmente attraverso l’approccio omeopatico. La VL, qui, è quasi d’obbligo. Potremmo chiederci: di chi è l’Io consapevole, qui? Il Sistema Bimbo-Mamma e più in generale Bimbo-Famiglia gioca ovviamente un ruolo molto grande; la posizione neutra e distaccata della VL mostra in modo plastico e immediato quali sono le dinamiche relazionali che il bimbo vive con il genitore, la famiglia o l’insegnante.
In conclusione, sono molto grata di aver potuto arricchire il mio strumentario terapeutico con la VL che mi aiuta a lavorare meglio e con minor fatica."
Marzo 2008
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