Gregory Bateson - Verso un'ecologia della mente

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Quello che si affronta leggendo questo libro è un’incredibile esperienza, sempre particolare anche nelle suc-cessive letture dopo la prima, che permette di comprendere, ogni volta le sue righe sembrano colorarsi di nuove idee, cose diverse. Per “Ecologia della Mente” Bateson intende la comprensione dei processi che por-tano il nome di “mente” nella loro qualità più autentica, immersi negli aspetti ambientali ed esperienziali che li hanno generati e, a loro volta, modificati. Il libro è strutturato in sei parti: l’autore racchiude, in questa ma-gnifica raccolta, molta parte della sua fertilissima produzione. Senza ombra di dubbio questa è un’opera da avere a disposizione nella propria libreria: è al tempo stesso un lavoro pieno di pungente umorismo e un ec-cezionale strumento di lavoro per tutti coloro che si avvicinano alla complessità degli eventi naturali, quali ad esempio la vita, la società, la genetica, la fisica, la biologia, la comunicazione, la psicologia, le relazioni, l’universo.

La parte prima è costituita dai METALOGHI: un metalogo è descritto come “una conversazione su un argo-mento problematico”; si svolgono come conversazioni tra padre e figlia. Molti si sono chiesti se sono state reali o solo immaginate dall’autore… I titoli sono particolarmente curiosi, stuzzicanti, come ad esempio “Perché le cose finiscono in disordine?”, e contenuti che diventano impossibili da riassumere anche parzial-mente, perché rappresentano, nella forma e nella disposizione stessa delle battute, dei processi per acquisire allo stesso tempo sia un elemento esperienziale che esplicativo.

La seconda parte è una serie saggi sugli aspetti della forma e della struttura delle organizzazioni complesse umane, delle modalità di interazione tra contesto ed agenti in esso racchiusi, la loro “co-relazione” nel cam-biamento e nella staticità, nella simmetria e nella complementarietà.

La terza parte rappresenta molti passi importantissimi di quello che è una ristrutturazione profonda della comprensione delle più gravi patologie “psichiatriche” umane. In una visione depatologizzante il sistema viene chiamato in causa per comprendere le caratteristiche della nascita e del mantenimento di tutti quegli aspetti che concorrono all’esistenza di problematiche gravi e di difficile soluzione come, ad esempio, la schi-zofrenia e l’alcolismo.

La quarta parte rappresenta un’applicazione alle scienze naturali dei processi descritti nella terza parte, nelle esperienze che l’autore ha avuto con il mondo dei cetacei e dei principi della genetica, con le strutture delle comunicazioni complesse anche di altri mammiferi da lui studiati nella sua permanenza presso l’Oceanic In-stitute of Hawaii.

Nella quinta parte c’è tutto un sviluppo per arrivare ad una comprensione dei processi, della loro epistemolo-gia, degli elementi ecologici che ne fanno parte passando per la cibernetica, arrivando a discriminare, nella genesi di eventi complessi nei sistemi umani, un aspetto trascendente, trasfigurato in divinità, e uno imma-nente, la “traiettoria” degli eventi risultante delle “volontà” espresse dai comportamenti, anche se non e-spressione diretta di una volontà cosciente.

Nella parte sesta ci sono due esemplificazioni di queste “traiettorie” che si possono prendere ad esempio per comprendere come, per quanto tempo e quanto profondamente un sistema può essere influenzato, fino ad ar-rivare a grandi sofferenze e disagi profondi, senza che realmente nessuno esprima la volontarietà degli atti che danno origine alla loro creazione.

In definitiva questo è un libro impregnato di una utilità spaventosa, di una complessità incredibile, ma che, letto e riletto a distanza di tempo, dona una quantità di spunti e di possibilità di comprensione veramente in-finiti. Alcune cose mi sono rimaste più impresse – per meglio dire, mi hanno cambiato. Sono solo la punta dell’iceberg, ma vorrei riassumerle in alcuni punti.

• I metaloghi sono veramente magnifici, creano una modalità di apprendimento che è difficilmente ripeti-bile in altri ambiti; per usare una metafora, è come guardare con occhiali sempre diversi la realtà e alla fine poterli cambiare a piacimento per dare maggior risalto ad ogni aspetto. Questo mantenendo la co-scienza del fatto che un paio di occhiali li abbiamo sempre, e per forza, già sul naso.

• Il concetto di “deutero apprendimento”: difficile da descrivere in poche parole, è la capacità che si acqui-sisce di risolvere nuovi problemi più facilmente una volta che si è cominciato ad averne sempre di nuovi.

• Il meccanismo dell’alcolismo in chiave cibernetica: l’analisi delle retroazioni in un sistema che, al cam-biare di alcuni elementi, entra in un loop dove questi elementi cambiano sistematicamente anche la per-cezione della realtà e la capacità di farvi fronte.

• La teoria del “doppio vincolo” (detta poi “doppio legame”), una delle modalità di esemplificazione dei processi che possono portare l’essere umano a sofferenze estreme.

• La atemporalità della popolazione dell’isola di Bali, un esempio di grande effetto nella comprensione degli elementi di differenza tra le varie culture umane, una perla antropologica.

• I concetti di complementare e simmetrico negli aspetti di relazione: la complementarietà è una modalità dove si struttura una co-partecipazione alle modalità di relazione stessa che si integrano nel rapporto; la simmetria è invece un reciproco stimolarsi dei membri del confronto che li fa reagire sempre più energi-camente alle reciproche stimolazioni, in una spirale verso una sempre maggiore attivazione.

(recensione di Danilo Barletta)

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