Il Critico, l’Io cosciente e le 4 Competenze: un utile modellino!

da | Ott 5, 2016 | Blog | 0 commenti

Ogni volta che si deve imparare qualcosa di nuovo, oppure quando ci troviamo in un contesto diverso, il Critico interiore va in allarme. Forse non accade a tutti, ma alla maggioranza delle persone sì: occorre tornare a sentire fiducia, saperla costruire riguardo alla nuova abilità da apprendere o al nuovo contesto in cui inserirsi (una nuova organizzazione, un nuovo lavoro, una nuova famiglia allargata…).
Sei anche tu una persona così? Percepisci un qualche tipo di sfiducia, di disagio, di insicurezza? Ti senti, anche solo vagamente, una sorta di imbroglione – della serie “Sì forse gli altri lo pensano che sei capace, ma vedrai che capiranno presto che non è vero! Che non è “del tutto” vero! Che anzi, tu non sei davvero capace di autenticità e competenza…” . La pianto qui: una caratteristica del Critico che forse già conosci è la sua capacità di ingigantire le cose, tanto da minare, ovviamente, la fiducia anche dei più saldi.
Ho recentemente iniziato a utilizzare un modellino che, unito alla conoscenza del Critico, facilita me – e i miei clienti – a contrastare questi pensieri, attraverso la comprensione di come si sviluppano le competenze (di qualsiasi tipo: abilità tecniche, capacità relazionali eccetera) dentro di noi. Il modellino è stato creato da V.S. Howell e viene usato da tempo nel mondo del counseling, del coaching, del mentoring e così via. I nomi con cui viene proposto possono essere diversi, tipo la Gerarchia delle Competenze, le Quattro competenze, le Quattro Fasi (o Stadi) dell’Apprendimento.
Forse lo conosci già. Di fatto, qui integriamo il modello con due cose: la prima è la nostra conoscenza del Critico interiore; la seconda è il ruolo dell’Io Cosciente nella gestione di tutto ciò.
Incompetenza inconscia. Qui, non sappiamo di non sapere. Ricordo quando uno dei miei figli, piccoletto, sgattaiolò in auto così rapidamente da sedersi al volante. Saltellava gioioso e mi diceva: “Mamma guido io! Mamma guido io!”. Vi sarà capitato qualcosa del genere? Insomma, non sappiamo che non abbiamo le abilità relative. E’ chiaro che qui il Critico tace. Siccome siamo inconsci della nostra incompetenza, il nostro mondo sensibile non è emotivamente attivato e il Critico… non ha nulla da fare!
Incompetenza conscia. Mio figlio si mise a strillare quando si rese conto che non solo non sapeva guidare ma anche che avrebbe dovuto attendere parecchio per poterlo fare! Da adulti, quando ci rendiamo conto che non abbiamo la competenza o la conoscenza che desideriamo o che ci viene richiesta, possiamo sentirci emotivamente colpiti: ci sentiamo vulnerabili. Ecco che il Critico qui può attivarsi anche fortemente, riducendo la nostra fiducia e autostima. “Ma come! Come hai fatto a non accorgerti che anche questo ti serviva?” (Nota: il Critico non dirà mai qualcosa del tipo: “Caspita, scusami, non mi sono accorto neppure io di ‘sta cosa”). Ecco che riconoscere che si tratta di una normale e necessaria Fase dell’Apprendimento può ridurre la sua – e la nostra – ansietà. Mentre il figlioletto sale in auto sicuro di sapere già tutto e nella fantasia di apprendere tutto, il giovane adulto che va a scuola-guida sa (si spera) che occorre del tempo per padroneggiare tutti i processi relativi alla guida, alla conoscenza del codice della strada e così via. Tuttavia, ogni volta che scopriamo di non sapere qualcosa di cui abbiamo bisogno, spesso il “moto” emotivo iniziale, da parte della diade bimbo interno – critico interno, è lo stesso: un sussulto che sogna esattamente questa rapidità impossibile! Ecco che la consapevolezza di questo stadio può essere uno strumento molto positivo per fronteggiare la momentanea perdita di fiducia che abbiamo sperimentato.
Competenza conscia. Qui stiamo finalmente imparando questa cosa nuova, ma abbiamo ancora bisogno di “pensarci”: eccoci di nuovo alla guida dell’auto… probabilmente tutti ricorderete gli impacci iniziali, il cercare i pedali, la frizione, oddio le luci dove sono, che diavolo è quel segnale là in fondo alla strada, ecco ho grattato… In questa fase il Critico, che a volte perde la sua lucidità annegando in una delle sue vulnerabilità più tipiche, ovvero il “cosa penserà la gente????!!!” può sostituirsi all’insegnante (reale o interiore) e sommergerci di impazienti commenti e attacchi. Può confrontarci con chi è già esperto nel campo, e noi – se non stiamo attenti – possiamo sentirci super-inferiori in modo totalmente illogico, visto che siamo, appunto, principianti.
Competenza inconscia. Ah! Finalmente! Guido senza pensarci. Riconosco i segnali senza dovermi interrogare su cosa cavolo sono. Cambio le marce senza grattare. Posso persino chiacchierare in auto o ascoltare la radio (ecco: oggi un’attenzione qui è doverosa: per favore, l’uso del cellulare va oltre le normali capacità di guida. Morire per un selfie è poco generoso. Qui un poco di sana autocritica farebbe un sacco bene). Stadio meraviglioso dunque ma… con i suoi rischi! Hai acquisito una nuova competenza che puoi usare senza sforzi particolari.
Allora, conoscere questi stadi aiuta a dialogare con il Critico in modo nuovo. Come dire, prenderlo per mano e rassicurarlo. Rassicurare “lui” vuole dire rassicurare noi stessi da una posizione centrale che non si fa gestire dalla diade Critico-Bambino, polarità che può veramente sommergere quando non è riconosciuta e accolta.
Ora, occorre aggiungere un altro punto di attenzione: la competenza inconscia è bellissima, ma ha bisogno della scintilla creativa. Come diceva Einstein, guardare il mondo con gli occhi di un bambino che non sa, aiuta a non “sedersi” sulle nostre competenze in modo passivo. Occorre, in un certo senso, restare sempre un poco incompetenti. In questo modo le nostre competenze sono esse stesse in una piacevole evoluzione, senza che il Critico si attivi troppo ad ogni sussulto.

Le fasi si susseguono per ogni nuovo apprendimento. Il ruolo dell’Io cosciente al centro rispetto a tutte le fasi

 

Nella nostra visione, un elemento centrale per usare al meglio questa mappa e in un certo senso anche ampliarla, è il ruolo dell’Io cosciente che è in contatto con le varie polarità in azione. Possiamo “immaginarlo” al centro di questo movimento circolare, che può accogliere la petulanza del non sapere inconscio, riconoscere la fragilità e poca fiducia del momento in cui si scopre che non si sa, dare un’attenzione delicata della fase in cui si impara, e mantenersi vigile rispetto alla quarta fase, per non farci “cadere” nella scontatezza.
Per finire: se riconosci che il tuo Critico è molto attivo nel percorso delle tue competenze, ricordati che un poco di counseling o di coaching su questo tema possono essere molto utili!
Grazie per la tua attenzione e i tuoi commenti. Se poi la nota ti sembra utile, grazie per condividerla tra i tuoi contatti.
Franca Errani
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