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EMPATIA E LOGICA, TRA OMBRA E LUCE

11Febbraio 2019
by Franca Errani

Empatia e Logica sono strumenti straordinari quando usati nella giusta “dose” e nel giusto contesto.

Introduzione

Dopo aver letto il mio articolo “Il lato oscuro dell’empatia” (https://www.innerteam.it/il-lato-oscuro-dellempatia/ ), un’amica mi ha scritto una mail.  Mi dice che le mie parole l’hanno colpita fortemente: lei si considera molto empatica e non riesce a vedere i difetti di questo tipo di energia. L’empatia è sempre pura, non vi è nessun lato oscuro; semmai la persona può sbagliare perché non è in equilibrio. Si è sentita giudicata dalle mie parole “come se fossero state rivolte a me, ma io non mi vedo così”. E’ interessante perché questo tipo di impatto – “come fosse rivolto a me” – è proprio tipico, in un certo senso, di un … eccesso di empatia. 

Le sue osservazioni mi hanno spinto a proseguire il discorso perché la suscettibilità che ho trovato su questo tema (anche altri messaggi erano “scontenti”) mi confermano che è un tema “caldo” in questi tempi.

Intanto una precisazione: dal mio punto di vista tutte le energie, al loro stato potenziale, sono “pure”, allo stesso modo con cui il classico coltello è semplicemente tale, e potrà essere usato per affettare il pane o ferire qualcuno. Uso in questo contesto i termini energie, qualità, caratteristiche, aspetti in modo intercambiabile. Ogni qualità dunque viene utilizzata e, da potenziale, si realizza attraverso il “filtro” della nostra personalità. 

Quanto più una qualità viene apprezzata a livello collettivo, tanto più in generale ne faremo uso e la valuteremo come utile e positiva… tuttavia in modo sempre più acritico. Infatti, accanto alla nostra predisposizione, si accende anche il senso di appartenenza alla nostra comunità di affini e questo farà aumentare automaticamente l’utilizzo della energia “privilegiata”.

Poiché lavoro da trent’anni nel campo dell’evoluzione personale e professionale, ho potuto osservare questo fenomeno in relazione ad alcune caratteristiche, come l’empatia appunto – e accanto ad essa la sensibilità e la vulnerabilità che ne sono corollari. Cosa ho osservato? Che vi è stato un sempre maggiore apprezzamento di queste caratteristiche rispetto a quelle razionali e di struttura. 

Nel mondo occidentale, Il cervello logico e razionale l’ha fatta da padrone per molto tempo, influenzando la formazione scolastica, il tipo di lavori, la struttura sociale, il linguaggio. Poi per varie cause che non è il caso di indagare qui (Sessantotto, New Age, femminismo e la valutazione sempre più positiva del “femminile”…), vi è stato lo shift verso il mondo emotivo. E questo ha portato grandi doni: chi non apprezza la gentilezza, la capacità di prendersi cura, la premura, il saper gioire della gioia altrui? 

Però, come in ogni movimento polare, lentamente è avvenuta, a mio avviso, una polarizzazione: ovvero questi valori hanno finito per essere considerati indispensabili e sempre e comunque utili, mentre all’intelletto logico è stato assegnato un punteggio meno positivo, vedendo di esso i difetti e le esagerazioni. 

Il Core Quadrant

Vorrei illustrare tutto questo usando uno strumento di coaching che trovo utilissimo: il Core Quadrant (* vedi nota in fondo all’articolo),che offre una notevole immediatezza e un più rapido “insight”. Questo vale per qualsiasi polarità (coppia di opposti) si desideri esplorare con un cliente singolo o con un team. 

 Lo schema, che troverai più sotto,  è composto da 4 Quadranti disposti a croce.

Il termine “Core” in inglese significa nucleo: questo processo infatti aiuta ad andare al “nucleo” di ogni energia e scoprirne caratteristiche che forse finora non sono state così evidenti. Come ho detto, ogni energia non è né buona né cattiva, ma presenta limiti e doni, dipende da quanto siamo identificati con essa. 

Una caratteristica dell’identificazione con una parte è il fatto che, in genere, non ne vediamo i limiti: anzi, siamo orgogliosi di quella certa qualità e non ci accorgiamo quando comincia a prendere troppo spazio a livello psichico. 

Stando al nostro tema, se siamo identificati con l’empatia, di questo aspetto vediamo solo gli aspetti positivi: la gentilezza, la capacità di sentire, la premura, per esempio. Saranno queste caratteristiche positive che scriveremo nel primo quadrante (Q1,“Polarity”). 

Per individuare i limiti dell’empatia abbiamo bisogno di ascoltarci interiormente e di riflettere. A volte le osservazioni di amici e parenti, se prese con oggettività, possono aiutarci. Nel Core Quadrant utilizzeremo il secondo quadrante (Q2, “Trap”) per scrivere come mutano le caratteristiche descritte nel primo quadrante quando usate in eccesso. 

Nel terzo quadrante (Q3, “Allergy”) scriveremo l’energia giudicata. In questo caso la logica, perché qui sto trattando il tema dal punto di vista di persone  empatiche o molto empatiche. Qui non avremo difficoltà a trovarne i limiti e i difetti, perché se ne incaricherà la parte con cui siamo identificati! In altre parole: indossando gli “occhiali” dell’empatia la logica verrà valutata negativamente – per esempio come freddezza, distacco, durezza…

Ora dobbiamo fare un passo più impegnativo: ovvero individuare nel quarto quadrante (Q4, “Challenge”) le qualità potenziali presenti nella caratteristica che giudichiamo. La qualità la si trova facendo il processo inverso rispetto al primo passaggio: anziché l’eccesso, qui operiamo in “riduzione”: ovvero, qual è la qualità nascosta rispetto alla freddezza? Se potessimo usare un piccolo dosaggio di freddezza, cosa troveremmo? Un termine potrebbe essere lucidità, autocontrollo emotivo.  

Ecco la tabella

Riepilogo nella tabella il percorso fatto, elencando i principali aggettivi che emergono in relazione alla qualità “pura” e al suo relativo eccesso. 

Q1 – “Polarity”

EMPATIA

Quando siamo identificati con una energia, ne vediamo solo le qualità, ne siamo orgogliosi. Listo alcune qualità: 

Capacità di mettersi nei panni degli altri

Gentilezza

Cura, premura

Sensibilità emotiva

Partecipazione

Gioia della gioia altrui 

Q2 – “Trap” (trappola)

INVASIVITA

La “trappola” segnala l’inflazione della caratterista di Q1 che non ci è visibile.

“Perdersi” nei panni altrui (implica drenaggio energetico)

Non si sa dire di No

Sostituirsi all’altro, invadere

Ipersensibilità, fragilità

Invasività, parzialità

Dipendenza dalla felicità dell’altro

Q3 – “Allergy”

FREDDEZZA LOGICA

La “leggiamo” attraverso la lente di Q1, ovvero della identificazione con l’Empatia. Quindi ne vediamo gli eccessi (inflazione) e non ne riconosciamo la valenza positiva:

Freddezza

Impersonalità

Durezza

Spietatezza

Controllo 

Strategia mirata ai propri fini

Q4 – Challenge” (sfida)

LOGICA

Per riconoscere la caratteristica positiva della Logica occorre riflettere e uscire dai propri pregiudizi. Fare cioè l’operazione inversa rispetto ai Quadranti 1 e 2.

Chiarezza mentale

Imparzialità, distacco oggettivo

Rigore

Fermezza

Autocontrollo 

Strategia pianificatrice

Spero che sia evidente come la lettura possa essere fatta inversamente, ovvero per una persona identificata con la Logica il “suo” quadrante di partenza è Q4 (con le caratteristiche che lo rendono orgoglioso di essere così), l’empatia viene vista attraverso l’ottica della logica e quindi nei suoi aspetti eccessivi (Q2), eccetera. 

Necessaria, ma non sufficiente

Empatia e Logica sono due caratteristiche entrambi necessarie, nessuna è sufficiente da sola: solo apparentemente opposte, sono in realtà complementari. 

Se guardi ai Quadranti 1 e 4, vedi la bellezza delle qualità “pure” di ciascuno di questi “mondi”. Se leggi i Quadranti 2 e 3, vedi gli aspetti inflazionati di entrambi. Come puoi notare i Quadranti 1-4 e 2-3 sono in diagonale tra loro: la prima diagonale è costruttiva, la seconda molto meno anzi tende ad allontanare le persone. 

Fino a qualche decennio fa la razionalità, l’intelletto e la logica erano in testa alla classifica. Oggi si inneggia all’intelligenza emotiva, all’empatia come alle “vere” qualità che rendono l’uomo tale. Il pendolo si è spostato. Quando il pendolo si sposta, di solito si arriva all’inflazione della nuova caratteristica, prima poco valutata e ora diventata “regina” sul palcoscenico.

Questo naturalmente preparerà una nuova oscillazione del pendolo… e a scuola si reclameranno lezioni di logica e non solo sessioni di ascolto empatico.

Un esempio

Contesto: seminario all’Università (Arezzo)  con un gruppo di studenti del Master in Counseling Relazionale. Tutte persone già laureate e professionisti in vari ambiti, in particolare nella relazione d’aiuto. Lavoriamo su questi concetti anche attraverso esercizi mirati. In particolare approfondisco il tema dell’energia personale (avvolgente, empatica) e impersonale (verticale, più fredda e logica). Poiché gli esercizi con l’energia sono molto intensi, le risposte sono molto chiare. La maggioranza degli studenti è decisamente “personale” e anche assolutamente convinta che “quella” è  l’energia giusta, aperta, empatica, per sostenere i propri clienti. Poi sperimentiamo l’energia impersonale, e qui avviene il “clic” per molti di essi: che bella nuova risorsa disponibile! 

In particolare una terapeuta condivide che lei si sentiva talmente stanca che stava pensando di lasciare la professione, ma che con questa esperienza aveva capito che non era la professione da lasciare, ma la sua eccessiva identificazione con l’energia empatica!

Questa scoperta le dà un nuovo sorriso e una nuova visione del suo modo di fare terapia.

Concludendo

Come dicono Hal e Sidra Stone, i miei insegnanti di Voice Dialogue, ogni energia che “sposi” diventa un veleno. Questo vale in generale per ogni coppia di opposti (complementari) che incontriamo. Purtroppo la nostra natura tende a inclinarsi verso uno dei due poli in modo naturale o culturale, e spesso non ci rendiamo conto dei limiti di quello che abbiamo scelto di “abbracciare” con tanto entusiasmo. 

“Stare al centro”, ovvero sapersi muovere tra gli opposti complementari nella loro dimensione più costruttiva, non è facile: spesso siamo spinti anche dagli altri in una direzione – pensa alla comunicazione decisamente opposizionale della politica! Ci sono insomma tanti fattori in gioco. Mi auguro che le considerazioni che ho esposto qui e lo strumento del Core Quadrant vi siano utili e vi sono grata delle vostre domande o commenti. 

Franca Errani

 

 

(*)  Il “Core Quadrant” proviene dalla teoria di Ofman, in cui l’elemento rinnegato è rappresentato dal concetto di “allergia”. Convertire questa “allergia” in una “sfida” personale può rappresentare una risorsa di sviluppo umano (Ofman, 1992). Il modello viene utilizzato particolarmente nel mondo del coaching aziendale. Nel modello Innerteam, uno sviluppo ulteriore riguarda l’utilizzo di questo schema nello spazio tridimensionale, con una approfondita esplorazione corporea, posturale ecc. 

 

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