Il luogo che non conosco NUOVA USCITA

(1 recensione del cliente)

 13,31

di Franca Errani

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Descrizione

Il Luogo che non conosco è un viaggio attraverso la vita. Chi lo compie è Livia, nella sua estrema vecchiaia. Ma la ritroviamo bambina, giovane donna, innamorata e madre. Livia percorre tutte le sue età tra ricordi ancora brucianti, dolcezze e nostalgie, distruzioni della guerra e ricostruzioni coraggiose. Livia si muove avanti e indietro nel tempo dalla immobilità della sua sedia a rotelle, protetta dalle lenti gialle dei suoi occhiali dietro ai quali i ricordi sono vividi e il mondo vibra di emozioni.

1 recensione per Il luogo che non conosco NUOVA USCITA

  1. Franca Errani

    Ricevo questa recensione da G, cui il libro è stato regalato da un'amica.

    Cara Franca, sono G, l'amica di L. Da lei ho avuto in regalo, alcuni mesi fa, il tuo libro “Il luogo che non conosco”. Mi rendo conto che ancora non ti ho scritto come mi ero proposta di fare appena finito di leggerlo, anzi di divorarlo.

    E' un libro davvero molto bello, a cominciare dal titolo intrigante e veramente appropriato.
    Mi è piaciuta la scrittura, asciutta ed efficace nella narrazione dei fatti, suggestiva e coinvolgente nelle riflessioni, nei pensieri, nelle emozioni.
    Mi sono piaciuti i protagonisti per il loro essere “persone” e non personaggi; in essi possiamo riconoscere parenti, amici, colleghi. . . e io amo molto le storie e le situazioni reali e credibili.
    Mi è piaciuta molto la conduzione del racconto con quell'andare e venire tra il passato e il presente molto più intenso dei semplici flash back.
    Ci sono immagini molto belle ed efficaci:
    . . . il tempo circolare, che si riannoda ciecamente su se stesso. . .
    . . . la sua pelle è tutta un livido dei tanti sì che ha detto quando avrebbe voluto dire no, e dei no che ha detto quando avrebbe voluto dire sì, insomma è vero che se c'è un carnefice c'è anche una vittima predestinata e può anche esserci un certo orgoglio nel scegliere un ruolo preciso . . . un misto di orgoglio e predestinazione.

    Livia raccoglie in sé tanti lati positivi del carattere che tutti, penso, vorremmo possedere , senza diventare antipatica. La sua condizione, nel tempo in cui racconta, è veramente dura ed esprime molto bene prospettive che nessuno, purtroppo, può escludere per il proprio futuro. La cosa che naturalmente mi è piaciuta di più è tutta la riflessione di Livia per esplorare e capire, attraverso i ricordi, ” il luogo che non conosce “: è un lavoro doloroso che sembra colpire il suo fisico estremamente provato ed esprimersi nei dolori in tutto il corpo:
    . . . “ l'indicibile non detto diventa corpo dolente, da qualche parte il non detto urla, diventa spasmo, trombo, ictus, lacrima secca. . . . .”

    Livia arriva a conoscere se stessa e soprattutto ad accettare se stessa.
    Accettare e non subire è per me un elemento di grande importanza nella vita.
    Nel mio gruppo di auto mutuo aiuto l'accettazione è sempre stato un argomento su cui riflettere intensamente: la realtà difficile e dolorosa che vivono le persone del gruppo raramente ha grandi cambiamenti o buone risoluzioni definitive. I risultati migliori si ottengono se si riesce a cambiare atteggiamento e passare dal “subire” la situazione ad ”accettarla”. La Livia che riconosce le peculiarità del suo carattere è una Livia più forte, più sicura e più serena.

    Mi ha fatto ricordare che tutto quello che ho imparato frequentando i tuoi corsi (pochi purtroppo) o leggendo i tuoi scritti va in questa direzione. Conoscere se stessi, soprattutto i lati oscuri che vorremmo ignorare, accettare che siamo come siamo e provare a migliorare se possibile ci mette in condizione di vivere meglio.
    Ricordo una immagine da te proposta che mi è stata di grande aiuto: un aspetto di noi che non ci piace e vorremmo negare è come una tigre. E' pericolosissimo richiuderla in cantina e ignorarla. Bisogna tenerla accanto per poterla sempre controllare.

    Un grande pregio del tuo libro è che insieme a Livia riusciamo a comprendere e a dedurre; gli insegnamenti non sono esplicitati ma ognuno li acquisisce accompagnando Livia nei suoi ricordi e nelle sue riflessioni.

    Per me il tuo libro è un dono: grazie.

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