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Il coaching con le energie

25Marzo 2019
by Franca Errani

Un’utile abilità nel coaching-counseling è la capacità di lavorare con i campi energetici. Tale abilità si può sviluppare: alcuni utili esercizi ed esempi.

I principi energetici

Vi sono due leggi fondamentali alla base della dinamica energetica. La prima è: “L’energia segue il pensiero“. L’energia andrà là dove focalizziamo il nostro pensiero: se immagini di allargare il tuo campo energetico, esso si allargherà; se immagini di ritirarlo, il campo si ridurrà.

L’assioma che l’energia possa essere diretta consapevolmente, appartiene a tutte le scuole di guarigione e alle arti marziali come il Tai-Chi: la consapevolezza può essere indirizzata verso parti di sé (corpo o psiche), provocando un cambiamento dell’energia e della sua qualità. Se pensi di dirigere la tua energia verso la tua mano sinistra (come una pallina di luce, della grandezza di una da ping-pong), l’energia vi fluirà; se la dirigi verso il centro del bacino, sarà lì che sentirai un aumento di calore, una vibrazione particolare… (se non l’hai ancora fatto, prova…).

Su questo principio si basano anche le tecniche di protezione con lo “scudo energetico”, tipiche delle tradizioni esoteriche o marziali di vari paesi. Imparare a estendere consapevolmente il proprio campo energetico, ci rende più coscienti dell’attività dei corpi energetici e delle interazioni con quelli altrui.

La seconda legge della dinamica energetica è il principio di induzione e risonanza. Si tratta di due termini mutuati dal mondo della fisica per indicare il collegamento stretto e le interdipendenze che si creano tra i diversi campi energetici anche nell’ambito psico-spirituale.

Diventare sensibile all’aspetto induttivo e risonante della comunicazione, mi permette di sentire quali dinamiche energetiche si stanno attivando in me e nella persona con cui sto interagendo. L’induzione è un’esperienza che percepiamo per esempio quando ci sentiamo nutriti e calmati davanti alla natura. I guaritori utilizzano il principio di induzione quando aprono il chakra del cuore per irradiare amore. Un altro esempio di induzione è quello dell’effetto calmante del lavoro con la creta sui bambini ipercinetici: la bassa vibrazione del fango induce su di loro un effetto rilassante.

Secondo questo principio è molto importante essere consapevoli delle proprie energie perché esse influenzano gli altri. I due principi – induzione e risonanza – lavorano insieme.

Gli esercizi

Ti propongo di seguito alcuni esercizi per cominciare a diventare più sensibile all’esperienza energetica, cominciando da alcuni di base. L’invito è di sperimentarli in un ambiente tranquillo,  eventualmente con un partner che voglia sperimentare con te questo percorso.

L’energia fra le mani.

Strofina le mani in modo da attivare la tua energia. Ora tienile a 30-40 cm di distanza e percepisci lo spazio tra le due mani: prova a ridurre questa distanza e a sentire cosa accade nello spazio tra di esse. Comprimi e distendi l’energia in questo modo.

Puoi provare anche con un partner: in questo caso prima provate separatamente, poi uno resta con le mani parallele a una certa distanza e l’altro passa la sua mano in mezzo, perpendicolarmente. Cerca di sentire se c’è una differenza, e di che tipo. Prova con tutte e due le mani per scoprire quale è più sensibile. In genere abbiamo tutti una mano più sensibile dell’altra.

L’energia del corpo.

Per prima cosa scegli una musica che ti piace e balla liberamente, nell’ampiezza del tuo movimento. Mentre balli, respira profondamente e con piacere. Quando ti fermi, sdraiati o mettiti comodo e ascolta il tuo corpo. All’inizio presta attenzione alle reazioni fisiche: calore, sudore, aumento del battito cardiaco e della respirazione… poi amplia la tua percezione allo spazio attorno al tuo corpo… comincia dal confine della pelle e espanditi fino a 2-3 cm; poi esplora attorno a te una porzione sempre maggiore dello spazio che ti circonda e senti fin dove arriva la tua energia, come si muove, come fluttua, di quali colori è fatta, come si irradia o si concentra, qual è la sua consistenza, la sua lucentezza ecc. Lasciati immaginare senza porti limiti di tipo razionale.

Descrivere l’energia.

Dopo che hai fatto questi esercizi, prova a descrivere l’energia usando aggettivi e metafore. Es.: compatta, densa, sottile, vibrante, tesa, scattante, colorata (tutta la gamma dei colori), fredda, fresca, sottile, fluida, mutevole, nebbiosa, morbida come ovatta, pastosa come miele, leggera come un velo, frastagliata, lucente, madreperlacea, lattiginosa, opaca, spenta, piena di punte come un cactus, elastica e avvolgente, impenetrabile, estesa, protesa, sottile come fatta di tanti raggi lucenti… Inoltre puoi sentirla come radiante, magnetica o neutra: quando è radiante, vibra attorno a te diretta in fuori; quando è magnetica, “attira” nella tua orbita….

Il bozzolo di energia.

Comincia a muoverti come hai fatto prima, al suono di una musica che ti piace. Diversamente da prima, però, non fermarti: continua a muoverti più lentamente, creando dei gesti attorno al tuo corpo come se stessi tessendo un bozzolo di luce; ascolta questa energia, sentine con le mani la consistenza. Aprendo le braccia, allarga il bozzolo di luce: lascia che si espanda (l’energia segue il pensiero: la tua intenzione focalizzata avrà questo effetto sul campo energetico); poi, sempre aiutandoti con il movimento di braccia e mani, ricompattalo, restringilo… allargalo di nuovo; usa il respiro per danzare questo uovo di energia che pulsa ritmicamente, espandendosi e contraendosi seguendo il gesto. Finisci percependo qual è la forma e la distanza che senti comode per te.

L’energia personale e impersonale

La conoscenza e l’esperienza di questi due tipi di campi energetici ti sarà utilissima per comprendere meglio gli aspetti “sottili” (ma così potenti!) delle tue interazioni.

L’energia personale è radiante, accogliente e avvolgente; empatica, riconosce e sente i bisogni degli altri. Il suo campo potrebbe avere un colore rosato o arancio o comunque ricco di sfumature calde. Si diffonde in modo “orizzontale”, radiante, e crea una corrente molto forte di contatto. Questo è l’aspetto puro e neutro dell’energia.

Tuttavia l’energia personale può essere distorta facilmente: per esempio non sa dire di no. Di per sé questo non è un difetto, se la persona ha a disposizione anche un’altra energia, più fredda e obiettiva, che possa proteggere e funzionare come confine: un’energia che abbia un chiaro senso dei limiti, sappia usarli e farli rispettare. Se invece la persona non riesce a utilizzare altri aspetti per porre i propri confini , ecco che l’energia personale “allaga” la personalità, e la sensazione che si può vivere è quella di un vero e proprio drenaggio energetico.

L’energia impersonale è più distaccata, obiettiva, “verticale”. Il suo campo potrebbe essere descritto come fresco, di colore azzurrino o bianco o argentato, con  confini chiari e netti attorno alla persona. Quest’energia ci aiuta a equilibrarci e a restare in contatto con il centro. Non è che non consideri gli altri; semplicemente, sa stabilire dei confini; il suo campo è più compatto e più allineato sulla verticale.

L’energia impersonale può essere una preziosa alleata dell’energia personale, aiutando a dire quei sani “no” che l’energia personale non sa dire, valutando le situazioni con maggiore obiettività.

Anche l’energia impersonale può essere vissuta in modo distorto. Nella sua forma più fredda, che chiude veramente qualsiasi connessione, viene definita “impersonale ritirato”.

Uso dell’energia in un colloquio di coaching

Marina ha difficoltà relazionali con la  sua “capa” (come lei la chiama), Irene. Irene ha un modo freddo e distaccato di dire le cose, davanti al quale Marina entra in uno stato emotivo e confuso. Vorrebbe poter esprimersi in modo lucido, fare domande intelligenti, ma avrebbe bisogno di un sorriso, di uno sguardo più “personale”. Marina non lo sa con chiarezza, ma è completamente identificata con l’energia personale: con un campo radiante e avvolgente che vuole e richiede l’attenzione dell’altro, oltre a dare la propria. Si è resa conto che quando si avvicina a Irene quest’ultima ha come un moto di leggero arretramento o fastidio, e si è convinta di esserle antipatica. Da parte sua, Marina non trova Irene antipatica, ma scostante e fredda, “inavvicinabile”.

Lavoriamo insieme sulle esperienze che ho descritto prima, partendo dal concetto che “l’energia segue il pensiero” e poi sperimentando il campo personale e impersonale. Come avrai intuito, Marina si trova completamente a suo agio nel campo personale, sorride e si accomoda con ancora maggiore piacere nella poltrona. Trova invece detestabile il campo impersonale, che inizialmente riesce a “sostenere” solo per pochi secondi.

Facciamo alcuni esercizi scambiando energia e dopo l’ennesima prova Marina si accorge che nel campo impersonale riesce a essere più lucida – anche se, dice, mi sento molto sola. Marina tocca uno dei suoi punti di debolezza: il bisogno di essere in contatto. Si rende conto che non aveva mai collegato questo tema alla modalità energetica che utilizza abitualmente. Infatti, ciascuno di noi ha una predilezione automatica per una delle due “impostazioni” – personale o impersonale.

Le propongo di sperimentare la configurazione energetica che la infastidisce tanto: io, come Irene, userò il campo impersonale. Marina starà davanti a me e sperimenterà tre diverse configurazioni: neutrale, personale, impersonale. Nel passare attraverso i tre stati, Marina si rende conto di come diventi confusa e fragile quando si “perde” nella sua energia personale. Vorrebbe avvolgere Irene, “sciogliere” col suo calore quella specie di iceberg che ha davanti! Quando si sposta nella configurazione impersonale, improvvisamente si sente meglio: ora respira, è più lucida e non è così bisognosa che “Irene” le corrisponda con calore.

Marina procede velocemente nelle sue riflessioni: quello che a lei sembra un modo relazionale caldo e gentile può essere percepito da Irene come invadente! Non aveva mai fatto questa riflessione. E’ anche stupita di come variano le emozioni all’interno dei campi e di come la sua (a volte eccessiva) sensibilità empatica si riduca nel campo impersonale, senza tuttavia sparire.

“Armata” di queste nuove strategie energetiche, Marina riesce a modificare il suo atteggiamento verso Irene, con grande sollievo.

Se ti è piaciuto questo articolo, grazie di condividerlo. Hai fatto esperienze utilizzando queste tecniche nel tuo ambito? Grazie di dare il tuo contributo con una nota!

Per approfondire questi temi, leggi:

Franca Errani, https://www.innerteam.it/libri/il-caleidoscopio-interiore/

 

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