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Giochiamo a DUOPOLY? 

13Settembre 2019
by Franca Errani

Giochiamo a Duopoly? Duopoly è un Viaggio che l’Io “sufficientemente cosciente” rende senz’altro più divertente. E’ quello che siamo venuti a sperimentare.

“… Gli uomini, a un certo momento, sono padroni del loro destino: 

La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, 

ma in noi stessi, se noi siamo degli schiavi”

                      (William Shakespeare)

Che Libertà? Che Colpa?

Diciamoci la verità: è più complicato di così. Il tema della Scelta, o del Libero Arbitrio, ci appassiona per la sua complessità. Che libertà abbiamo? E che colpa? 

Quello che amo del Dialogo è l’approccio libero dai pregiudizi e costruttivo. Sì, è vero, non siamo liberi: siamo “guidati” dagli aspetti interiori che, precocemente nell’infanzia, hanno iniziato a condurre la nostra “vettura” psichica. Diventano aspetti dominanti, che certamente fanno parte della nostra impronta psichica e quindi non sono  estranei prevaricatori – ma hanno preso più spazio di quanto necessario. Complice un’infinità di fattori che non sto a descrivere qui. 

Ma è una colpa? Il processo di adesione ad alcune parti di noi – e quindi la costruzione di una personalità in grado di agire nel mondo, di proteggerci e di costruire una vita adulta – appartiene a ogni epoca e a ogni uomo. Dunque, non siamo liberi: siamo prigionieri di una piccola moltitudine di “io” interiori, una manciata di parti attraverso i cui filtri leggiamo il mondo. 

Allora, “chi” sceglie dentro di noi? Crescendo cominciamo ad avere una  percezione più o meno vaga di questa difficoltà, grazie alla ripetizione di certi errori e agli automatismi che, ci rendiamo conto, mettiamo in atto a volte quasi contro il nostro volere. 

Una rivoluzione copernicana 

Se ce ne rendiamo conto, questo momento rivela un potenziale straordinario! Per ciascuno di noi, la sua importanza può essere paragonata alla rivoluzione copernicana: infatti cambia completamente la nostra prospettiva su noi stessi –  naturalmente solo se decidiamo di approfondire questo interessante fenomeno. Cosa che non è così scontata… 

Se invece decidiamo di farlo, inizia un percorso molto interessante dove, innanzitutto, scopriamo che il continuum degli “io” che finora abbiamo utilizzato nella vita è assai limitato rispetto alla nostra “dotazione” di base, quella che ci è stata fornita alla nascita: è già una scoperta interessante, non ti pare? 

Poi, impariamo a riconoscere e anche a utilizzare aspetti che finora abbiamo trascurato se non addirittura soffocato. Perché? Perché li abbiamo giudicati brutti, sbagliati, negativi, attraverso lo sguardo della nostra cultura, famiglia, educazione. Intendiamoci: non tutti gli “io” sono carini e simpatici! Ma fanno parte di noi, della nostra realtà psichica o meglio detto della nostra eredità umana e, se non impariamo a conoscerli, stiamo facendo un bel torto a noi stessi e anche a chi ci sta intorno. 

Duopoly: un gioco Universale 

Il gioco degli “io” rinnegati è il gioco di società preferito in questo nostro universo duale: si chiama DUOPOLY e lo giochiamo tutti. Possiamo imparare a giocarlo in modo più cosciente e sano e quindi aprirci una via zigzagante verso il concetto/esperienza di Libero Arbitrio… 

La dualità è la forma di conoscenza che siamo venuti a sperimentare qui sulla Terra; la Coscienza, l’Uno, si apre alla molteplicità attraverso la “creazione” di coppie di opposti polari che quindi sperimentiamo “come se” fossero divisi. In realtà, scopriremo strada facendo, sono complementari, ovvero l’esistenza dell’uno necessita e si completa grazie all’esistenza dell’altro

Detto così sembra una cosa bella, e infatti lo è, quando la si sperimenta; ma più spesso sperimentiamo il fastidio e il disagio perché, identificati con un elemento della coppia, detestiamo e vogliamo tenere lontano da noi l’altro, che tuttavia ci mordicchia le caviglie come un cagnolino petulante. Teniamo lontano e distante – con una grande fatica energetica e psichica – quello a cui abbiamo detto di no tanto tempo fa: siamo gentili e teniamo distante la nostra rudezza; siamo accoglienti e teniamo distante la nostra freddezza; siamo sicuri e teniamo distante la nostra fragile insicurezza. 

Insomma, facciamo una fatica “becca”. (Sì, lo so, non è un italiano purissimo; a Bologna si dice “fatica becca” ma non so se tale espressione sia collegata alla “becca”,  antico cappello a due punte dei dogi veneziani e probabilmente ciondolava di qua e di là, con conseguente fatica per chi lo indossava – penso io.  Avrei potuto toglierla, facendo scorrere il testo senza questo inciso; ma anche questo fa parte di DuoPoly: serietà e frivolezza, discorsi impegnati e immagini buffe… sennò, che Duopoly è?

Muovendoci dunque lungo il percorso di DuoPoly, ritroviamo le stesse caselle e ci confrontiamo con gli stessi temi più e più volte, fino a che la possibilità della visione complementare si affaccia alla nostra coscienza. Magari una lettura, un confronto con un amico, un sogno o una improvvisa consapevolezza ci apre a questa possibilità. 

DuoPoly, infatti, non è un gioco perfido che ci vuole condannare alla eterna ripetizione degli stessi scomodi schemi: è una sfida, un’opportunità. E’ quello che siamo venuti a sperimentare. Sei sempre pacifico? non farai che incontrare le caselle della rabbia – sotto forma di attacchi improvvisi di furore, o di incontri con persone aggressive che giudicherai con tutto il moralistico sdegno della tua parte pacifica. Ma niente da fare, la casella ritorna… fino al momento in cui anziché volerla “saltare”, decidi di entrare a piè pari nello schema energetico della rabbia per esplorarla senza giudizio. 

Ecco che DuoPoly diventa più interessante!

Le varie parti di te si possono esprimere e impari a conoscerle e a prenderne la giusta distanza. Cominci a vedere gli opposti come quell’altalena basculante su cui salivi e scendevi da bambina, tu da una parte e l’amica dall’altra, e si andava su e giù con grande felicità e un pizzico di paura. 

Se vedi ogni sedile dell’altalena come un polo, ti renderai conto, oscillando su e giù nel procedere della Vita, che è proprio l’oscillazione a rendere vitale e interessante il tuo vivere. Stare sempre in alto (qualsiasi cosa sia per te) non è più equilibrato dello stare sempre in basso: sono entrambe due posizioni che, quando si irrigidiscono, portano allo squilibrio. Certo, può dispiacere, ma essere sempre nella luce, orientati positivamente, senza conoscere il proprio lato rinnegato (che consideriamo oscuro) è altrettanto squilibrato dell’altra posizione. 

Ecco che la metafora dell’altalena basculante ti può aiutare a sperimentare una visualizzazione energetica che ripristina un equilibrio, imparando a uscire in modo consapevole della polarità preferita che è frutto delle convinzioni assorbite e accettate da bambino.

Un semplice esercizio

Sperimenta questo esercizio: immagina l’energia preferita di una polarità seduta su uno dei due estremi dell’asse oscillante. Potrebbe essere per esempio l’energia pacifica. Ti chiedo in questo esperimento di osservare la scena dal di fuori, accettando la proposta che nessuna delle due energie è migliore o peggiore dell’altra. Ora immagina che dall’altra parte si posizioni l’energia opposta. Non giudicarla. Equilibra la prima energia con la seconda: potremmo dire che ciascuna di esse diventa dello stesso “peso”. Immagina un tubo luminoso che percorre l’asse dell’altalena e aiuta questo riequilibrio. 

Potresti provare anche con gioia e tristezza, oppure azione e riposo. 

Puoi farlo anche nel momento esatto in cui ti accorgi di vivere un’emozione. E ti invito a farlo anche quando l’emozione che vivi è una di quelle che ti piacciono! Provi gioia? Bene sperimenta cosa ti accade quando la  riequilibri con una giusta dose di tristezza. 

Infatti lo scopo qui è di sviluppare un modo più espanso di giocare a DuoPoly, ovvero facendo ampliare dentro di te uno stato di coscienza che nel Dialogo si chiama Io Cosciente. Fino a che sei identificato solo con i tuoi aspetti dominanti, nel nostro linguaggio diciamo che stai usando un Io (o Ego) Operativo: opera nel mondo, e puoi fargli i tuoi complimenti, perché ha fatto il meglio che poteva. Ma tu stai ampliando l’esplorazione della realtà, e hai bisogno di un Io che sia capace di giocare giochi diversi. 

Un “Io sufficientemente Cosciente”

Rifacendomi a Winnicott, io lo chiamo ora un  “Io sufficientemente Cosciente” perché, diciamoci la verità, la Coscienza Totale qui, giocando a DuoPoly, difficilmente la sperimentiamo. Tuttavia si avranno sempre più facilmente esperienze di “percezione simultanea” degli opposti: è come se, nel gioco dell’altalena, si andasse creando un tubo di energia che mette in comunicazione le due posizioni, che quindi cominciano a fluire in una reciproca danza, e tu inizia a percepirla e riconoscerla. 

Quello che è interessante di questa lezione (che si apprende solo applicandosi con costanza) è che i nostri problemi non li risolviamo se restiamo allo stesso livello di Coscienza in cui sono stati creati: l’esplorazione dell’aspetto opposto non basta se non si crea quel flusso tra i due – il “tubo di energia” – che trasforma in danza quella che prima è una lotta. 

La cosa interessante è che, una volta attivato questo gioco dell’Io “Sufficientemente Cosciente”, sentirai una spinta interna che ti invita a proseguire… e la vita si risveglia a un altro tipo di pienezza.  Infatti stai invitando la Coscienza (che peraltro è sempre stata presente) a rivelarsi maggiormente a se stessa.

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Franca Errani

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