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Il sabotaggio nello sviluppo personale

12Agosto 2018
by Franca Errani
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Quale è il ruolo del Critico interiore in qualsiasi percorso di sviluppo personale o professionale?
Hai scelto di leggere un libro sulla trasformazione interiore oppure di partecipare a un qualsiasi corso di tal tipo – sulle relazioni, l’ascolto attivo, l’intuizione, lo sviluppo della creatività – ma potrebbe essere anche sull’alimentazione e così via. Lo fai per te, forse anche per accrescere le tue abilità relazionali, forse per un aggiornamento professionale. O forse per tutte queste ragioni insieme. E’ una cosa bellissima. Spesso davvero potenziante.
Tuttavia, ti invito a renderti conto che a tutti questi incontri o letture non stai andando tu da solo/a: vi sono sempre con te (almeno) due personaggi che appartengono al tuo iperspazio interiore e che sono strettamente connessi tra loro fin dalla tua più tenera età.

Qual è il primo? 

Uno parla con voce autoritaria e ha il tono della suprema verità: parla per affermazioni categoriche, per confronti con gli altri, per verità assolute. Appartiene alla mente, è molto intelligente, afferra i concetti e vuole subito applicarli a te e alla tua vita. A suo modo, vuole proteggerti; il problema è che i suoi toni cattedratici e sprezzanti tutto fanno tranne che farti sentire meglio! Oppure, a volte ti fanno sentire meglio, quando questi suoi commenti sono diretti “contro” gli altri. Ma è una specie di vittoria di Pirro…
Se conosci il Dialogo, saprai di chi sto parlando: del Critico interno. Sì, questa energia viene con te a qualsiasi corso e usa le informazioni che apprendi e le esperienze che vivi … contro di te – o contro gli altri, che poi alla fin fine è la stessa cosa. La sua lucidità mentale gli fa capire quali sono i punti deboli (alcuni li conosceva già da tempo, altri li apprende… ai suddetti corsi!) e la sua modalità per aiutarti a risolverli è quella di un vecchio genitore scontroso che ti sgrida per farti diventare migliore.

Qual è il secondo?

L’altra parte che viene con te, più nascosta e delicata, è il tuo Fanciullino interno. Lui-lei coltiva la speranza di stare meglio, di poter ridere e scherzare e osare e giocare, finalmente; di poter avere quel riconoscimento e quelle parole affettuose di cui sente il bisogno. Vuole essere vista, essere apprezzata, e avere uno spazio radioso nella tua vita. Tra l’altro, “sa” che la sua energia è importante, per dare davvero una bella svolta alla tua vita! A volte durante questi incontri può avere dei veri e propri momenti di gloria: insieme al gruppo, in un contesto protetto e spesso anche giocoso o comunque sicuro, la fanciullina può ballare, ridere, disegnare, raccontare di sé, immaginare nuovi passi nella vita.
Mi chiederai: ma allora, io chi sono? Io “dove” sono? La struttura dell’Io ha bisogno di un “direttore d’orchestra” che possa riconoscere, canalizzare e gestire le diverse energie. Quando questo io è ancora fragile rispetto ai due potenti invisibili personaggi che ti ho descritto, il rischio – più frequente di quanto si possa credere – è che tu passi dall’uno all’altro senza pienamente rendertene conto.
Per esempio: hai partecipato a un corso e hai vissuto esperienze belle e radiose, e per diversi giorni hai il turbo, ti senti di avere capito tutto – l’origine dei tuoi problemi, le possibili soluzioni, i nuovi passi. E in parte è davvero così; tuttavia questa comprensione nuova viene presto sabotata dal riemergere del Critico interno, che inizia a sussurrarti parole tipo: “Beh, hai fatto tutto questo e hai ancora paura a parlare col tuo capo? E l’ascolto, cara mia, è ancora molto carente! Non sei DAVVERO empatica. Io lo so. Luigi sì, che dal corso ha appreso molto….”.
Insomma: se dopo qualche tempo senti che la stessa antica ansia si presenta, e resti stupito perché davvero hai capito tanto, hai fatto tante belle connessioni e senti di aver colto significati profondi per la tua vita, ora hai una possibilità in più: ovvero renderti conto che il gioco interno tra il Critico e il Fanciullino è ripartito.
A volte, il Critico anziché introverso diventa estroverso: ovvero si rivolge verso gli altri e comincia a buttare queste critiche su di loro: loro che sono meno evoluti, che non sono al tuo stesso livello di Coscienza spirituale; che non sentono le energie; che non conoscono la piramide di Maslow o i passi del Sentiero Esseno; che non sono capaci di rinunciare agli zuccheri o a qualche altra cosa che ormai ha preso il nome di “dipendenza”; insomma loro che – grazie agli occhi del Critico estroverso – valgono “meno” di te. Il fatto è che spesso queste persone che improvvisamente valgono “meno” sono le tue amicizie, magari tuo marito o tua sorella, insomma persone che ami ma che ora, con il piedistallo del Critico estroverso sotto i piedi, ti ritrovi a guardare dall’altro in basso e che vorresti poter indottrinare per avere, finalmente, una relazione “autentica” e “di essenza”.
Poiché le affermazioni del Critico vanno a finire regolarmente, come piccole frecce aguzze, sulla tua Fanciullina, puoi capire perché l’ansia e il senso di vuoto o disistima si riaffacci: le energie bambine non sono in grado, letteralmente, di sostenere l’attacco del Critico.

Come fare?

Come poter progredire veramente, perché i corsi, le lezioni, le letture in questo campo che va dalla psicologia alla spiritualità, dalle energie alla natura, sono davvero affascinanti e potenti?
Il primo passo è renderti conto di questa danza interna e del suo sabotaggio. Puoi cominciare letteralmente a percepire o a “vedere” queste due energie, come fossero due personaggi: un vecchio austero e pronto a sgridare e una bambinella impaurita che vorrebbe nascondersi chissà dove. Se riesci a immaginare questa scenetta, come se questi due personaggi fossero davanti a te, puoi anche iniziare a “metterti in mezzo” tra loro due. Questa operazione, di inserirsi tra la corrente impetuosa che corre tra loro, è un atto potenziante: segna il primo emergere del processo del Centro rispetto a queste due energie. E’ il Centro, o Io Cosciente, che può creare una relazione diversa con ciascuno dei due. Quando questo processo inizia ad attivarsi, le cose allora inizieranno a cambiare veramente, e i percorsi che andrai a fare ti daranno dei risultati migliori e soprattutto più duraturi.
Ah, non pensare che tutti gli insegnanti sappiano gestire il lavoro sul Critico. Certamente molte sì, ma vi sono corsi anche molto interessanti dove l’insegnante insegna lui stesso attraversoil suo Critico estroverso, con cui è spesso identificato. Sarà severo, intransigente, ti farà osservazione; a volte sarà dolce ma di una dolcezza che ti apprezza “solo” se sei in un certo modo. Adesso hai una chiave per capire cosa sta accadendo. A me interessa che sia TU ad avere la capacità di gestire le tue energie: questo ti permetterà per esempio di apprendere cose belle e interessanti anche da un insegnante un po’ troppo critico e rigido o paternalistico. Perché le cose belle e interessanti si trovano lungo tanti percorsi, come fiori diversi, di diverso colore e forma e profumo, ed è un peccato non poterli cogliere. Lasciando da parte, però, gli eventuali aspetti critici che si possono sovrapporre alle belle esperienze. Sarai tu a regolarti, con il nuovo strumento che hai a disposizione. Se tuttavia senti che il tuo fanciullino si spaventa o resta ferito, allora valuta la situazione.
Sì, ci sono anche altre energie in gioco. Ma già imparare a riconoscere questo tipo di sabotaggio è una grande opportunità!
Buon Cammino,
Se ti interessa approfondire questi temi, puoi leggere:
Se questo articolo ti è servito, grazie se lo condividi!  E grazie per i tuoi commenti a queste riflessioni. 
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Comments (1)

Molto molto interessante. Condivido pienamente.
Roberto


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