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La Tarologia, una nuova “renaissance”

19Settembre 2019
by Franca Errani
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La Tarologia sta vivendo una nuova “renaissance”, legata a nuove modalità di approccio a questo campo antico… Counseling e Coaching possono davvero giovarsene! 

Il nuovo splendore Arcano

Quando si hanno dubbi rispetto a una scelta da compiere, bisogno di fare chiarezza, di comprendere meglio certi nostri aspetti nascosti, molte persone amano rivolgersi ai tarocchi. Un tempo bistrattati come “fuffa esoterica” (spesso con ragione) negli ultimi decenni gli Arcani hanno ritrovato un nuovo splendore legato anche a un modo diverso di “leggerli” e utilizzarli: la Tarologia.

Diciamoci la verità: la cartomanzia ha spesso svolto un ruolo di riduzione delle potenzialità dei Tarocchi. Senza nulla togliere alla bravura interpretativa di taluni cartomanti, particolarmente sensibili, voglio in questo spazio voglio approfondire con te la visione della Tarologia, che è quella a cui mi sono da sempre affidata e ho studiato e “portato con me”, fin da quando scoprii la via dei tarocchi junghiani grazie al dono prezioso del libro “Jung and Tarot” di Sallie Nichols.

Si tratta di due approcci sono molto diversi: il cartomante utilizza le carte per “leggere il futuro” al cliente; il tarologo interpreta i tarocchi insieme al cliente in una logica di scoperta delle proprie risorse, di riconoscimento degli ostacoli, insomma di un percorso evolutivo che vede al centro la persona stessa. 

Ci possono essere cartomanti che in realtà sono tarologi e che quindi compiono un’azione di maieutica e non di mantica; non credo che ci siano tarologi che leggono il futuro: infatti la taro-logia è lo studio, il logos, la parola, il “discorso” dei tarot. 

Il bisogno di consapevolezza

Secondo me la Tarologia si sviluppa e si espande in questa epoca perché è in questa epoca che la domanda antica di conoscenza di sé si espande, esce dalle scuole esoteriche e diventa sempre più vibrante e partecipata. Come posso accrescere la consapevolezza di me stesso? Dei miei punti di forza e di debolezza? Di me unico e tuttavia connesso, di me rete di relazioni, di incontri, di possibilità? Di me aperto al mondo quotidiano e al contempo immerso nel mondo sottile che trasmette i suoi messaggi attraverso l’intuizione, i sogni, le immagini? 

Queste domande se le fanno sempre più persone, sempre più giovani e attente. Allora è la coscienza in evoluzione ci chiede questo: non una lettura passiva, dove il richiedente resta solo il soggetto che ascolta, ma una compartecipazione, uno scambio che naviga tra intuizione e ragionamento, tra domande e risposte che emergono grazie al tramite del tarot.

La coscienza in evoluzione ci chiede anche arte, poesia, racconto, improvvisazione. 

Quale persona sceglie la tarologia?

La persona che consulta un tarologo o lo studente che sceglie di apprendere la tarologia vuole senz’altro prima di tutto conoscere meglio se stesso; ha una bruciante curiosità verso il mondo interiore ed è certo che quello che accade “fuori” è strettamente connesso a quello che vive “dentro”; ha già avuto esperienze di sincronicità e non è stupito all’idea che un insieme di carte estratte da un mazzo, con la dovuta concentrazione e il dovuto rispetto, siano in consonanza con la sua costellazione interiore. Infine, ha forse tendenze artistiche, sensibilità poetiche, abilità visive – e in ogni caso vuole accrescere questi talenti che sa, almeno in nuce, di possedere. Insomma, sceglie di essere al centro del suo percorso, circondato da 78 alleati eternamente rinnovantisi.

Anche il cliente che sceglie una lettura tarologica sceglie di essere al centro del suo percorso: vuole comprendere, ampliare, mettersi in discussione e aprirsi alle intuizioni che le immagini immancabilmente provocano per effettuare le trasformazioni che sente urgere nella sua vita.

L’evoluzione dei bisogni

Per entrambi, studente e cliente, tutto questo è il segno di una evoluzione dei bisogni. Infatti anche le domande cambiano, e il significato dei Tarot si distacca da quelli più antichi e tipicamente “mantici”; per esempio, non ci si chiede più “incontrerò l’amore?” ma “quali sono gli ostacoli che metto tra me e l’amore?”. E’ evidente che la prima domanda non è potenziante: mi affido al futuro, al cartomante, al destino e resto soggetto passivo di me stesso. La seconda domanda è una sfida evolutiva, perché mi confronta con le mie paure, le ombre, i sabotaggi. 

Possiamo quindi definire la cartomanzia una via di sostegno/conforto, la Tarologia una via di introspezione, che si può compiere con un tarologo o imparandola per se stessi, nell’ambito di una ricerca personale che può attraversare l’intera vita. 

Cosa ne pensi?

Se questo articolo ti è piaciuto, grazie di condividere. 

 

NOTA:

Uno degli obiettivi che ci stiamo dando, in InnerTeam, è quello di dare maggiore visibilità e presenza a un tema che ha sempre accompagnato la nostra ricerca, anche se in tono minore, finora: ovvero il tema dei Tarot. Il nuovo progetto si chiama “Innerteam-Tarot”. 

Puoi visitare questa sezione del sito InnerTeam a questo link: (https://www.innerteam.it/tarologia/)

Troverai anche dei “giochi” che puoi fare ponendoti tu stessa delle domande. Buona visita!

 

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Comments (2)

Salve! Ho trovato quest'articolo molto interessante, sarebbe molto bello se poteste ulteriormente approfondire la tematica del "come porre domande" ai Tarocchi, possibile? Grazie

Ciao Martina, sono contenta che questo argomento ti interessi!Hai visto che a breve daremo il via al primo corso di Innerteam-Tarot? Certamente continuerò a pubblicare articoli su questo tema, per il quale ho creato un modello interessante, che può essere di aiuto anche nel counseling e nel coaching, oltre che per la introspezione personale. Buona giornata, F


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