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Le relazioni Insegnante /Allievo, Guru/Discepolo alla luce del Dialogo – (Franca Errani)

28Settembre 2012
by Franca Errani

Questo fenomeno merita un’attenzione particolare perché rappresenta la estremizzazione delle dinamiche di vincolo positive, quindi anche l’estremo Transfert e Controtransfert (nel seguito T e CT), di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente.

Per lungo tempo l’unico esempio di questa relazione sono stati i rapporti tra un guru spirituale e i suoi discepoli. Oggi però vi sono moltissimi insegnanti di vario tipo che si muovono con lo stesso spirito: possono essere nel campo della formazione e del management, della politica, della salute e del fitness, della nutrizione o dell’estetica; possono essere guaritori o famosi coach.
Quindi occorre riservarvi una riflessione maggiore.
La richiesta inespressa (a volte anche codificata) in questo tipo di relazione è che tu, come allievo-discepolo, devi “arrenderti” al tuo insegnante-guru come al tuo genitore massimamente esperto nel relativo campo di competenza, attraverso una Dinamica di Vicolo (nel seguito DV) sostanzialmente solo positiva. Vi possono essere ricompense importanti da questa esperienza: ad esempio, per una persona che non ha potuto vivere un’esperienza spirituale profonda per via di una educazione religiosa rigida o di una famiglia molto lontana dalla religiosità, la “resa” (surrender) al guru può essere fonte di esperienze straordinarie, dolcissime, ineffabili. Qualcosa di cui la persona aveva bisogno e che la nutre profondamente a certi livelli.
Poiché però la richiesta è di restare solo nella DV positiva, quando arriva il momento della separazione il tutto può essere molto difficile e si può cadere in una estrema negatività. Ecco che la capacità di muoversi attraverso un processo di io cosciente permette di districarsi da questa relazione senza necessariamente cadere nella DV negativa; il processo però è delicato e difficile e occorre comprenderne le complesse sfumature psichiche.
Quali sono le caratteristiche maggiori della relazione insegnante-guru/allievo-discepolo?
1) L’allievo-discepolo sta ricevendo qualcosa che desidera ardentemente e profondamente. Questo punto è importante e va tenuto presente. Il Transfert cioè trasferisce materiale prezioso, vitale, importantissimo dall’insegnante- guru all’allievo-discepolo. In campo spirituale, si tratta di esperienze legate ad energie sottili e vibranti; ma anche negli altri campi il desiderio di ricevere la relativa “formazione – informazione” è intenso e a lungo ricercato e desiderato.
2) Nella relazione insegnante-guru/allievo-discepolo non è permessa alcuna negatività. Qualche volta è una regola non detta, a volte invece è espressa. Un terapista (di qualsiasi campo) che ha la tipologia del guru non permetterà che venga fuori la negatività semplicemente grazie all’approccio che pratica, al tipo di interazione che crea. E’ importante sottolineare che tutto ciò non viene fatto deliberatamente! L’insegnante-guru è identificato con questi aspetti di potere, è il suo punto cieco, e su questo punto cieco si innesta quello del cliente. Il problema è che, in quel sistema, la dinamica positiva dovrebbe durare per sempre! Ecco perché questo tipo di relazione si spezza spesso con grande dolore e negatività estrema (anche altri tipi di relazione possono infrangersi allo stesso modo; così come se gestite con intelligenza e sensibilità anche DV di questo tipo possono dipanarsi con minore danno).
3) Un’ altra conseguenza di questo T e CT estremo è che mantiene rigide e impermeabili le due posizioni: l’insegnante-guru è colui che sa e l’allievo-discepolo è colui che non sa. Spesso dove questo archetipo è vissuto in modo forte gli allievi sembrano veramente dei bambini, sono profondamente identificati con coloro che non sanno, hanno una sorta di innocenza infantile a cui vogliono restare connessi, sono fieri di avere il privilegio di essere stati scelti per vivere in questo modo. In pratica le persone sono mantenute in questo stato dall’abbraccio genitoriale del guru; da qui possono anche potenziare alcuni aspetti, ma di base resteranno identificati con il bambino. In questi casi estremi, anche quando l’insegnante-guru fa qualcosa di errato o incomprensibile, il discepolo si dirà che ci deve essere una qualche ragione profonda, che deve imparare qualcosa e che il suo maestro ha trovato questa via per insegnarglielo… Ad esempio l’insegnante-guru dice: “Penso che dovresti vendere la tua casa ora”: il discepolo vende la casa e tre mesi dopo la casa vale più del doppio… invece di arrabbiarsi il discepolo dirà “Ah, era questo che dovevo imparare, il non attaccamento, il non lasciarmi turbare dal denaro!”. Vi sono tantissimi modi con cui i discepoli riescono a dare senso a ciò che un insegnante di questo tipo dice, senza minimamente metterne in discussione il ruolo. Anzi: se a volte un allievo-discepolo fa una critica all’insegnante-guru, il gruppo si alleerà con il maestro e ogni possibilità di critica costruttiva morirà sul nascere. Infatti da questa prospettiva l’insegnante-guru non elabora la parte del CT, non ha contatto con la sua vulnerabilità e non si mette in discussione. E’ l’allievo che ha capito male, percepito male, che non sa stare al “gioco” del gruppo, che in questi casi tende a restare bambino in relazione all’aspetto di potere del maestro e quindi a essere sottomesso. Un tipico modo con cui un insegnante di tipo “guru” si svincola dalla sua quota è quella di dire che lui/lei ha già elaborato il tema, che si tratta ovviamente di una proiezione, che “il problema è suo” (dell’allievo ovviamente) e che se lo deve guardare.
4) In queste situazioni non solo il T è cieco, ma lo è anche il CT . Qui T e CT sono estremi; le persone sembrano non rendersi conto che anche l’insegnante- guru ha una parte bambina che opera allo stesso modo, uguale ed opposto! Infatti, non puoi fare il guru se non hai degli allievi discepoli, che sono lì per ascoltare i tuoi insegnamenti, per mandarti amore e rispetto, per darti il denaro, in alcuni casi per prendersi cura di te anche fisicamente… Pensiamo a un ashram, o anche semplicemente a una scuola gestita in questo modo… se l’insegnante-guru non avesse discepoli, chi se ne prenderebbe cura? Quindi il guru è bambino in relazione all’aspetto genitore del suo discepolo, che si sta prendendo cura dei suoi bisogni fisici ed emotivi in tanti modi. E’ per questa ragione che ad esempio negli ashram poi trovare persone di grande potere, persone che seguono con grande competenza e affidabilità tutta la parte organizzativa, che gestiscono tutte le cose pratiche e i dettagli (in genere aspetti rinnegati del guru). In pratica diventano il genitore dell’insegnante- guru in relazione a questi suoi bisogni inaccuditi. In maniera non dissimile, la segretaria di direzione che ha un grande potere perché si prende cura delle cose pratiche del Grande Manager vive una relazione analoga. Il Grande Manager ha carisma, quello che dice non può essere discusso, la sua autorevolezza è estrema… tuttavia la sua parte bambina è accudita dalla segretaria.
5) La relazione spezzata con un insegnante-guru è particolarmente dolorosa. Sapendolo ti muoverai con garbo, senza alimentare la DV negativa contro questa persona o scuola – tentazione che spesso può farsi sentire, perché il cliente in quel momento porterà a galla anche tutti i sentimenti negativi, tutti gli episodi dolorosi che a suo tempo aveva evitato di vedere. Se ora il cliente riesce a vedere che vi è stato un dono, un nutrimento, in questo suo viaggio di discepolo, può iniziare a separarsi dalla negatività inespressa o espressa dolorosamente e male, e a riconoscere che ora ha bisogno di altro e sta cercando un nuovo nutrimento, sperabilmente da una posizione di maggiore consapevolezza.
6) Una relazione di questo tipo è stata quasi un cordone ombelicale. Anche se la dinamica era negativa, ora che è stata spezzata la persona può continuare a sentirsi minacciata o infragilita. Se onoriamo il processo, (ovvero non ci alleiamo con il cliente contro il precedente insegnante/guru/terapista, pur aiutandolo a districarsi anche vedendo i limiti di quella relazione, ma in modo non giudicante) verranno sogni a guidare i passi successivi, ricordi, nuove consapevolezze. Onorare quello che la persona ha ricevuto da quell’esperienza è un momento importante: riconoscere che non era lì per caso, che vi era qualcosa di importante che non riusciva a ricevere in altro modo. Il rischio altrimenti è che la persona “butti via” il dono assieme al donatore .
7) Gli allievi di un insegnante tipo guru fanno fatica a vederlo come una persona che ha dei sé rinnegati. Non amano sentirselo dire, specie se si tratta di un maestro spirituale. Ma, come ama dire Hal, “Chi è questa persona per non averne? Questo è un modo infantile di pensare”. Infatti tutti abbiamo aspetti rinnegati. Il guru non se ne occupa perché è identificato con l’archetipo del guru ed è quello che fa per vivere, e la posizione infantile dell’allievo-discepolo è la conseguenza dell’estremizzazione del T e del CT di questo tipo di relazione.
L’Aspetto “guru” nella normale relazione di counseling – formazione
L’aspetto guru può essere presente anche nella normale relazione di counseling o di formazione. Quando ci si pone in una posizione di insegnamento, è seducente lasciarsi permeare da questo archetipo che fa parte, come abbiamo detto, degli aspetti di potere. Se però cominci a riflettere su questi temi, a notare come si atteggiano e come parlano gli insegnanti, a fare una o più sedute di Voice Dialogue su questo tema, puoi cominciare a riconoscere la voce del tuo “guru interiore” e quindi a percepirlo quando parla…
Nelle DV positive estreme è il guru che prende piede: se impari a riconoscerlo in altre persone, ti sarà più facile notarlo anche in te stesso. Faccio un esempio semplice, citato da Sidra Stone in The Psychology of Transference. Tu magari cerchi di potenziare il tuo cliente che ti chiede, dopo una seduta importante, che ha toccato temi profondi e misteriosi: “Ma qual è il significato della vita?” E tu lo guardi intensamente e dalla profondità della tua comprensione, così saggia e compassionevole dici: “La conoscenza è in te”. Ora, qui non sono solo le parole, ma “chi” le sta dicendo che danno il via a uno schema guru/discepolo… nel modo come lo dici vi è inconsciamente una distanza, una differenza – dove tu, senza rendertene conto, sei “un poco più in alto” del tuo cliente. Anzi io (allievo-discepolo) ora ti vedo ancora più grande e più saggio, perché tu vedi in me cose che io non so di avere, e oltretutto dicendomi che la risposta in me stai dandomi anche una risposta modesta! La distanza tra noi due aumenta….Ora riprova a dire una frase dal tuo io cosciente, del tipo: “La conoscenza è in te, è qualcosa su cui si lavora per tutta la vita. … Siamo tutti e due in cammino, forse io ho camminato su questa strada più a lungo di te, ma io so che tu conosci la tua vita meglio di me, che tu conosci i tuoi valori meglio di me…”. Anche qui, al di là delle parole, poni attenzione all’energia con cui le cose vengono dette.
La trappola del successo.
Un altro aspetto estremo del Controtransfert nel caso di un insegnante-guru è la trappola del successo. Quando diventi molto famoso ed esperto puoi bloccarti, a causa del successo, in un ristretto numero di Aspetti che si legano al cliente. Vediamo i più tipici: l’Attivista, il sé che fa denaro, un sé di successo e vincente…. Corri il rischio di voler diventare sempre di più, ad esempio un Conoscitore sempre maggiore, un Genitore sempre più responsabile (“se non insegno io, chi altri?”). E’ molto seducente, sentirsi così….. Quello che hanno in comune è che tutti sono aspetti di potere, arrivano tutti dalla parte genitoriale. Questi Aspetti possono prendere la mano e farti finire in quella che è essenzialmente una prigione del successo. Abbiamo già parlato del tema del denaro, che in questa professione è particolarmente delicato… infatti in genere il denaro come counselor si crea su una base oraria, e allora: qual è il confine? Altre 3 ore? Altre 5 ore? Occorre molta consapevolezza per avere i giusti confini attorno a ciò, perché è facile a un certo punto avere sempre più successo.
Una “trappola nella trappola” qui è quando l’Attivista si connette con l’Aspetto spirituale e crea quello che gli Stone scherzosamente chiamano l’Attivista Cosmico che stimola non solo o non tanto per il denaro, ma per aiutare il prossimo… Si può addirittura arrivare a pensare che è veramente Dio che vuole questo da noi e dal livello spirituale non si onora il corpo fisico. E questo è molto potente e seducente, ma può essere un vero disastro per il corpo fisico, che gli aspetti spirituali tendono a trascurare.
Cito un altro esempio. Qui abbiamo un insegnante molto identificato con il senso di Missione del suo lavoro e anche con il suo ruolo di Mentore e Ispiratore dei suoi allievi. Viene invitato a tenere un corso in una città lontana, dove vi sono alcune persone interessate al suo lavoro. Si tratta di alcuni amici (una coppia e tre giovani) che hanno già fatto altri percorsi assieme e amano organizzare nuovi eventi. Il lavoro è molto intenso e interessante, tutti si “innamorano” dell’ispirato docente. La cosa strana è che questi 5 ragazzi, che finora avevano lavorato fianco a fianco serenamente, cominciano ad avere dei conflitti. Piccoli screzi, rivalità, competizioni… La cosa diventa sempre più pesante, tanto che a un certo punto due di essi si allontanano. Gli altri finalmente hanno un chiarimento e… cosa scoprono? Che l’insegnante, in modo segreto, molto molto avvincente, intenso, come se stesse ricevendo una visione, aveva detto a ciascuno di loro che percepiva enormi qualità, che vedeva un rapido cammino di illuminazione e che questa persona sarebbe stata di certo quella che avrebbe portato avanti il suo lavoro in futuro! Da qui la frammentazione della antica solidarietà.
Concludendo…
Se scopri in te vibrare l’energia del guru non giudicarti. E’ un archetipo e se lavori con le persone è inevitabile che si attivi. Una buona energia riequilibrante è legata ad Aspetti come l’Umorista interiore (i guru si prendono terribilmente sul serio!), la tua Parte Menefreghista, gli Aspetti istintuali e connessi alla natura, così come una Saggezza più impersonale; infine, ultima ma non per questo meno importante, la tua parte Normale! L’insegnante guru ha sviluppato aspetti speciali – e in effetti su certi livelli di certo una persona speciale è – come carisma, talenti, capacità di coinvolgere, esperienze acquisite in questo e magari anche in altri “livelli dimensionali”.
Mi auguro che queste note ti aiutino anche a riconoscere i tanti guru che oggi si trovano non solo nei cammini di consapevolezza ma anche nei tanti ambiti dove viene richiesta una qualche prestazione “eccezionale”: se queste persone hanno dei doni per te non privarti di questa possibilità, ma non farti troppo frastornare dagli … effetti speciali!
Buon Cammino e Buon Divertimento nella tua vita!
Bibliografia:
Franca Errani, Il Caleidoscopio interiore, Ed. MIR 2005.
Hal e Sidra Stone, Il Critico interiore. Mai più contro noi stessi! (Nuova edizione aggiornata da Franca Errani e Giovanni Civita), Macroedizioni 2009.
Hal e Sidra Stone. Tu & io: Incontro, scontro e crescita nelle relazioni interpersonali, Ed. Xenia 2009.
Hal e Sidra Stone, The Psychology of the Transference, Gateway to Growth, (CD) 2005.
Innerteam Tel. 3479743987 – 3381351032
Articoli:
Franca Errani, Le interviste ai sé interiori: i sé spirituali (www.voicedialogue.it, sez. art. 2004)
Franca Errani, I sé interiori: Falsi? Autentici? La prospettiva del Voice Dialogue (www.voicedialogue.it, sez. art. 2004))
Hal Stone, L’ego negativo (in www.innerteam.it sezione articoli)
Hal Stone, Alcune riflessioni (in www.innerteam.it sezione articoli)
Hal Stone, Consapevolezza e spiritualità (www.voicedialogue.it, sezione articoli 2003)
Hal Stone, Dio e le guide (www.voicedialogue.it, sez. art. 2005)
Hal Stone, L’io consapevole corrisponde al sé superiore o all’”io sono “ utilizzato in altri contesti? (www.voicedialogue.it, sez. art. 2005)

Questo fenomeno merita un’attenzione particolare perché rappresenta la estremizzazione delle dinamiche di vincolo positive, quindi anche l’estremo Transfert e Controtransfert (nel seguito T e CT), di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente.

Per lungo tempo l’unico esempio di questa relazione sono stati i rapporti tra un guru spirituale e i suoi discepoli. Oggi però vi sono moltissimi insegnanti di vario tipo che si muovono con lo stesso spirito: possono essere nel campo della formazione e del management, della politica, della salute e del fitness, della nutrizione o dell’estetica; possono essere guaritori o famosi coach.

Quindi occorre riservarvi una riflessione maggiore.

La richiesta inespressa (a volte anche codificata) in questo tipo di relazione è che tu, come allievo-discepolo, devi “arrenderti” al tuo insegnante-guru come al tuo genitore massimamente esperto nel relativo campo di competenza, attraverso una Dinamica di Vicolo (nel seguito DV) sostanzialmente solo positiva. Vi possono essere ricompense importanti da questa esperienza: ad esempio, per una persona che non ha potuto vivere un’esperienza spirituale profonda per via di una educazione religiosa rigida o di una famiglia molto lontana dalla religiosità, la “resa” (surrender) al guru può essere fonte di esperienze straordinarie, dolcissime, ineffabili. Qualcosa di cui la persona aveva bisogno e che la nutre profondamente a certi livelli.

Poiché però la richiesta è di restare solo nella DV positiva, quando arriva il momento della separazione il tutto può essere molto difficile e si può cadere in una estrema negatività. Ecco che la capacità di muoversi attraverso un processo di io cosciente permette di districarsi da questa relazione senza necessariamente cadere nella DV negativa; il processo però è delicato e difficile e occorre comprenderne le complesse sfumature psichiche.

 

Quali sono le caratteristiche maggiori della relazione insegnante-guru/allievo-discepolo?

1) L’allievo-discepolo sta ricevendo qualcosa che desidera ardentemente e profondamente. Questo punto è importante e va tenuto presente. Il Transfert cioè trasferisce materiale prezioso, vitale, importantissimo dall’insegnante- guru all’allievo-discepolo. In campo spirituale, si tratta di esperienze legate ad energie sottili e vibranti; ma anche negli altri campi il desiderio di ricevere la relativa “formazione – informazione” è intenso e a lungo ricercato e desiderato.

2) Nella relazione insegnante-guru/allievo-discepolo non è permessa alcuna negatività. Qualche volta è una regola non detta, a volte invece è espressa. Un terapista (di qualsiasi campo) che ha la tipologia del guru non permetterà che venga fuori la negatività semplicemente grazie all’approccio che pratica, al tipo di interazione che crea. E’ importante sottolineare che tutto ciò non viene fatto deliberatamente! L’insegnante-guru è identificato con questi aspetti di potere, è il suo punto cieco, e su questo punto cieco si innesta quello del cliente. Il problema è che, in quel sistema, la dinamica positiva dovrebbe durare per sempre! Ecco perché questo tipo di relazione si spezza spesso con grande dolore e negatività estrema (anche altri tipi di relazione possono infrangersi allo stesso modo; così come se gestite con intelligenza e sensibilità anche DV di questo tipo possono dipanarsi con minore danno).

3) Un’ altra conseguenza di questo T e CT estremo è che mantiene rigide e impermeabili le due posizioni: l’insegnante-guru è colui che sa e l’allievo-discepolo è colui che non sa. Spesso dove questo archetipo è vissuto in modo forte gli allievi sembrano veramente dei bambini, sono profondamente identificati con coloro che non sanno, hanno una sorta di innocenza infantile a cui vogliono restare connessi, sono fieri di avere il privilegio di essere stati scelti per vivere in questo modo. In pratica le persone sono mantenute in questo stato dall’abbraccio genitoriale del guru; da qui possono anche potenziare alcuni aspetti, ma di base resteranno identificati con il bambino. In questi casi estremi, anche quando l’insegnante-guru fa qualcosa di errato o incomprensibile, il discepolo si dirà che ci deve essere una qualche ragione profonda, che deve imparare qualcosa e che il suo maestro ha trovato questa via per insegnarglielo… Ad esempio l’insegnante-guru dice: “Penso che dovresti vendere la tua casa ora”: il discepolo vende la casa e tre mesi dopo la casa vale più del doppio… invece di arrabbiarsi il discepolo dirà “Ah, era questo che dovevo imparare, il non attaccamento, il non lasciarmi turbare dal denaro!”. Vi sono tantissimi modi con cui i discepoli riescono a dare senso a ciò che un insegnante di questo tipo dice, senza minimamente metterne in discussione il ruolo. Anzi: se a volte un allievo-discepolo fa una critica all’insegnante-guru, il gruppo si alleerà con il maestro e ogni possibilità di critica costruttiva morirà sul nascere. Infatti da questa prospettiva l’insegnante-guru non elabora la parte del CT, non ha contatto con la sua vulnerabilità e non si mette in discussione. E’ l’allievo che ha capito male, percepito male, che non sa stare al “gioco” del gruppo, che in questi casi tende a restare bambino in relazione all’aspetto di potere del maestro e quindi a essere sottomesso. Un tipico modo con cui un insegnante di tipo “guru” si svincola dalla sua quota è quella di dire che lui/lei ha già elaborato il tema, che si tratta ovviamente di una proiezione, che “il problema è suo” (dell’allievo ovviamente) e che se lo deve guardare.

4) In queste situazioni non solo il T è cieco, ma lo è anche il CT . Qui T e CT sono estremi; le persone sembrano non rendersi conto che anche l’insegnante- guru ha una parte bambina che opera allo stesso modo, uguale ed opposto! Infatti, non puoi fare il guru se non hai degli allievi discepoli, che sono lì per ascoltare i tuoi insegnamenti, per mandarti amore e rispetto, per darti il denaro, in alcuni casi per prendersi cura di te anche fisicamente… Pensiamo a un ashram, o anche semplicemente a una scuola gestita in questo modo… se l’insegnante-guru non avesse discepoli, chi se ne prenderebbe cura? Quindi il guru è bambino in relazione all’aspetto genitore del suo discepolo, che si sta prendendo cura dei suoi bisogni fisici ed emotivi in tanti modi. E’ per questa ragione che ad esempio negli ashram poi trovare persone di grande potere, persone che seguono con grande competenza e affidabilità tutta la parte organizzativa, che gestiscono tutte le cose pratiche e i dettagli (in genere aspetti rinnegati del guru). In pratica diventano il genitore dell’insegnante- guru in relazione a questi suoi bisogni inaccuditi. In maniera non dissimile, la segretaria di direzione che ha un grande potere perché si prende cura delle cose pratiche del Grande Manager vive una relazione analoga. Il Grande Manager ha carisma, quello che dice non può essere discusso, la sua autorevolezza è estrema… tuttavia la sua parte bambina è accudita dalla segretaria.

5) La relazione spezzata con un insegnante-guru è particolarmente dolorosa. Sapendolo ti muoverai con garbo, senza alimentare la DV negativa contro questa persona o scuola – tentazione che spesso può farsi sentire, perché il cliente in quel momento porterà a galla anche tutti i sentimenti negativi, tutti gli episodi dolorosi che a suo tempo aveva evitato di vedere. Se ora il cliente riesce a vedere che vi è stato un dono, un nutrimento, in questo suo viaggio di discepolo, può iniziare a separarsi dalla negatività inespressa o espressa dolorosamente e male, e a riconoscere che ora ha bisogno di altro e sta cercando un nuovo nutrimento, sperabilmente da una posizione di maggiore consapevolezza.

6) Una relazione di questo tipo è stata quasi un cordone ombelicale. Anche se la dinamica era negativa, ora che è stata spezzata la persona può continuare a sentirsi minacciata o infragilita. Se onoriamo il processo, (ovvero non ci alleiamo con il cliente contro il precedente insegnante/guru/terapista, pur aiutandolo a districarsi anche vedendo i limiti di quella relazione, ma in modo non giudicante) verranno sogni a guidare i passi successivi, ricordi, nuove consapevolezze. Onorare quello che la persona ha ricevuto da quell’esperienza è un momento importante: riconoscere che non era lì per caso, che vi era qualcosa di importante che non riusciva a ricevere in altro modo. Il rischio altrimenti è che la persona “butti via” il dono assieme al donatore .

7) Gli allievi di un insegnante tipo guru fanno fatica a vederlo come una persona che ha dei sé rinnegati. Non amano sentirselo dire, specie se si tratta di un maestro spirituale. Ma, come ama dire Hal, “Chi è questa persona per non averne? Questo è un modo infantile di pensare”. Infatti tutti abbiamo aspetti rinnegati. Il guru non se ne occupa perché è identificato con l’archetipo del guru ed è quello che fa per vivere, e la posizione infantile dell’allievo-discepolo è la conseguenza dell’estremizzazione del T e del CT di questo tipo di relazione.

 

L’Aspetto “guru” nella normale relazione di counseling – formazione

L’aspetto guru può essere presente anche nella normale relazione di counseling o di formazione. Quando ci si pone in una posizione di insegnamento, è seducente lasciarsi permeare da questo archetipo che fa parte, come abbiamo detto, degli aspetti di potere. Se però cominci a riflettere su questi temi, a notare come si atteggiano e come parlano gli insegnanti, a fare una o più sedute di Voice Dialogue su questo tema, puoi cominciare a riconoscere la voce del tuo “guru interiore” e quindi a percepirlo quando parla…

Nelle DV positive estreme è il guru che prende piede: se impari a riconoscerlo in altre persone, ti sarà più facile notarlo anche in te stesso. Faccio un esempio semplice, citato da Sidra Stone in The Psychology of Transference. Tu magari cerchi di potenziare il tuo cliente che ti chiede, dopo una seduta importante, che ha toccato temi profondi e misteriosi: “Ma qual è il significato della vita?” E tu lo guardi intensamente e dalla profondità della tua comprensione, così saggia e compassionevole dici: “La conoscenza è in te”. Ora, qui non sono solo le parole, ma “chi” le sta dicendo che danno il via a uno schema guru/discepolo… nel modo come lo dici vi è inconsciamente una distanza, una differenza – dove tu, senza rendertene conto, sei “un poco più in alto” del tuo cliente. Anzi io (allievo-discepolo) ora ti vedo ancora più grande e più saggio, perché tu vedi in me cose che io non so di avere, e oltretutto dicendomi che la risposta in me stai dandomi anche una risposta modesta! La distanza tra noi due aumenta….Ora riprova a dire una frase dal tuo io cosciente, del tipo: “La conoscenza è in te, è qualcosa su cui si lavora per tutta la vita. … Siamo tutti e due in cammino, forse io ho camminato su questa strada più a lungo di te, ma io so che tu conosci la tua vita meglio di me, che tu conosci i tuoi valori meglio di me…”. Anche qui, al di là delle parole, poni attenzione all’energia con cui le cose vengono dette.

 

La trappola del successo.

Un altro aspetto estremo del Controtransfert nel caso di un insegnante-guru è la trappola del successo. Quando diventi molto famoso ed esperto puoi bloccarti, a causa del successo, in un ristretto numero di Aspetti che si legano al cliente. Vediamo i più tipici: l’Attivista, il sé che fa denaro, un sé di successo e vincente…. Corri il rischio di voler diventare sempre di più, ad esempio un Conoscitore sempre maggiore, un Genitore sempre più responsabile (“se non insegno io, chi altri?”). E’ molto seducente, sentirsi così….. Quello che hanno in comune è che tutti sono aspetti di potere, arrivano tutti dalla parte genitoriale. Questi Aspetti possono prendere la mano e farti finire in quella che è essenzialmente una prigione del successo. Abbiamo già parlato del tema del denaro, che in questa professione è particolarmente delicato… infatti in genere il denaro come counselor si crea su una base oraria, e allora: qual è il confine? Altre 3 ore? Altre 5 ore? Occorre molta consapevolezza per avere i giusti confini attorno a ciò, perché è facile a un certo punto avere sempre più successo.

Una “trappola nella trappola” qui è quando l’Attivista si connette con l’Aspetto spirituale e crea quello che gli Stone scherzosamente chiamano l’Attivista Cosmico che stimola non solo o non tanto per il denaro, ma per aiutare il prossimo… Si può addirittura arrivare a pensare che è veramente Dio che vuole questo da noi e dal livello spirituale non si onora il corpo fisico. E questo è molto potente e seducente, ma può essere un vero disastro per il corpo fisico, che gli aspetti spirituali tendono a trascurare.

Cito un altro esempio. Qui abbiamo un insegnante molto identificato con il senso di Missione del suo lavoro e anche con il suo ruolo di Mentore e Ispiratore dei suoi allievi. Viene invitato a tenere un corso in una città lontana, dove vi sono alcune persone interessate al suo lavoro. Si tratta di alcuni amici (una coppia e tre giovani) che hanno già fatto altri percorsi assieme e amano organizzare nuovi eventi. Il lavoro è molto intenso e interessante, tutti si “innamorano” dell’ispirato docente. La cosa strana è che questi 5 ragazzi, che finora avevano lavorato fianco a fianco serenamente, cominciano ad avere dei conflitti. Piccoli screzi, rivalità, competizioni… La cosa diventa sempre più pesante, tanto che a un certo punto due di essi si allontanano. Gli altri finalmente hanno un chiarimento e… cosa scoprono? Che l’insegnante, in modo segreto, molto molto avvincente, intenso, come se stesse ricevendo una visione, aveva detto a ciascuno di loro che percepiva enormi qualità, che vedeva un rapido cammino di illuminazione e che questa persona sarebbe stata di certo quella che avrebbe portato avanti il suo lavoro in futuro! Da qui la frammentazione della antica solidarietà.

 

Concludendo…

Se scopri in te vibrare l’energia del guru non giudicarti. E’ un archetipo e se lavori con le persone è inevitabile che si attivi. Una buona energia riequilibrante è legata ad Aspetti come l’Umorista interiore (i guru si prendono terribilmente sul serio!), la tua Parte Menefreghista, gli Aspetti istintuali e connessi alla natura, così come una Saggezza più impersonale; infine, ultima ma non per questo meno importante, la tua parte Normale! L’insegnante guru ha sviluppato aspetti speciali – e in effetti su certi livelli di certo una persona speciale è – come carisma, talenti, capacità di coinvolgere, esperienze acquisite in questo e magari anche in altri “livelli dimensionali”.

Mi auguro che queste note ti aiutino anche a riconoscere i tanti guru che oggi si trovano non solo nei cammini di consapevolezza ma anche nei tanti ambiti dove viene richiesta una qualche prestazione “eccezionale”: se queste persone hanno dei doni per te non privarti di questa possibilità, ma non farti troppo frastornare dagli … effetti speciali!

 

Buon Cammino e Buon Divertimento nella tua vita!

 

Bibliografia:

Franca Errani, Il Caleidoscopio interiore, Ed. MIR 2005.

Hal e Sidra Stone, Il Critico interiore. Mai più contro noi stessi! (Nuova edizione aggiornata da Franca Errani e Giovanni Civita), Macroedizioni 2009.

Hal e Sidra Stone. Tu & io: Incontro, scontro e crescita nelle relazioni interpersonali, Ed. Xenia 2009.

Hal e Sidra Stone, The Psychology of the Transference, Gateway to Growth, (CD) 2005.

 

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