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L’ego negativo – (Hal Stone)

1Ottobre 2013
by Franca Errani

Cosa vuol dire “ego negativo”? Perché la parola “ego” è così malvista? Ecco la illuminante lezione di Hal Stone a questo proposito. Traduzione di Franca Errani

Cosa vuol dire ego negativo?

La parola “ego” per noi significa quel gruppo di subpersonalità con le quali ciascun essere umano è cresciuto; sono queste subpersonalità (ego) che determinano come noi sentiamo e percepiamo la realtà. Se per esempio sei cresciuto in una famiglia molto identificata con la mente, e sei il figlio maggiore, è molto probabile che anche tu abbia come aspetto dominante un sé mentale. Assieme a esso è probabile che tu sia identificato con i sé che definiamo l’impersonale, il controllo e forse anche il perfezionista. Gli “stati dell’ego” non sono altro che i diversi sé dentro di  noi, con i quali ci siamo identificati nel processo di crescita: riferirsi a essi come ad un “ego negativo” è molto triste. Essi sono i sé che sono stati condizionati in noi, durante la nostra crescita, e hanno fatto il loro meglio per tenerci al sicuro e protetti sul pianeta, che ci hanno aiutato a raggiungere il nostro successo.

Ora, le persone identificate con la spiritualità arrivano e dicono che la mente, o l’arroganza,  o l’egoismo sono “falsi sé”, parti di un ego negativo. Per noi nulla nella psiche è, di per sé stesso, positivo o negativo. E’ molto utile avere una mente a disposizione, fino a che non sei identificato con essa. L’arroganza può darti potere. L’egoismo può darti confini. Il trucco è di imparare come non essere identificato con essi, come non “sposarli”.

Che cosa è l’identificazione?

La chiave per comprendere la psiche è l’identificazione. Dal nostro punto di vista, ogni sé non è altro che uno schema di energia e non è né buono né cattivo. Abbiamo quindi sviluppato un metodo che ti può aiutare a separarti dai tuoi sé primar, o aspetti dominanti  (o stati dell’ego/ ego negativo ecc.). Per esempio ti faremmo spostare e parleremmo con il tuo sé mentale; dopo un po’ di tempo ti chiederemmo di tornare al posto iniziale, da cui ti sei spostato per iniziare il lavoro di disidentificazione. Il “tu” che si trova al centro, ora, non è lo stesso di prima, perché il nuovo “tu” non è identificato con la mente. Diciamo quindi che ora tu sei in un processo di ego consapevole. Una volta che ti sei separato dalla mente, puoi sentire la connessione con me, che ti sto facilitando. Cominci a sentire sentimenti ed emozioni, perché ora la tua mente non può  più mettere a tacere queste parti. Successivamente potremmo passare un po’ di tempo parlando con questi sé opposti – il tuo sentire, i sé più personali, i sé che desiderano l’intimità.

Infine, potresti tornare a sederti al centro, il posto dell’ego consapevole, e sperimenteresti la sensazione di “stare” tra gli opposti: da una parte i sé mentali, impersonali, e dall’altra quelli legati al sentimento, più personali. L’ego consapevole deve imparare a “riposare” tra gli opposti, e ve ne sono tanti! Da una parte abbiamo il sistema primario, e dall’altra parte il sistema rinnegato. Ogni volta che giudichi negativamente qualcuno, hai a che fare con un sé rinnegato.

A proposito della compassione

La compassione è bene? No— non è bene, e non è neppure male. Dipende da che parte di te sta provando compassione. Se sei identificato con la spiritualità e hai imparato che la compassione è bene, allora cercherai di essere sempre compassionevole. Se cerchi di essere sempre compassionevole, allora avrai sepolto la tua natura non-compassionevole. Avrai allora la compassione come sistema primario e al di sotto vi sarà il sacchetto della spazzatura di tutto il tuo rinnego: l’egoismo, il giudizio, la negatività eccetera.

Il nostro approccio è diverso. Cominceremmo, semplicemente, a parlare con la tua parte compassionevole. Potresti imparare a conoscerla, udresti la sua voce, ne gioiresti, ma non avresti più il bisogno di essere identificato con essa, di “sposarla”. Poi, parleremmo con la parte opposta, la tua natura non-compassionevole. Forse potresti restarne sorpreso, perché quanto più tenti di vivere nella luce, tanto maggiore è l’oscurità dall’altra parte…

Immaginiamo che il tuo insegnante spirituale ti dica che sei arrogante e che questo è parte dell’ego negativo. Vuole dire che ora devi liberarti della tua arroganza: puoi meditare e chiedere a Dio di mandarti energia amorevole e luminosa; in tal modo il sentimento dell’arroganza scompare. Ma dove va? Va a finire nel gigantesco insieme di materiale rinnegato che manterrà psicologi e psicoterapeuti in esercizio per tutta l’eternità. Potrai mascherare la tua arroganza, ma non sparirà. Finirà solo sepolta… Nei nostri sogni possiamo scoprire la moltitudine di energie rinnegate, che spesso ci danno la caccia, ci terrorizzano e ci rendono loro vittime.

Noi lavoriamo diversamente.

Per esempio diciamo, Ok, Michele, sei davvero arrogante. Questa è un’energia, un sé che vive dentro di te e che sta comportandosi in modo inconscio. Facciamolo parlare. E così ti facciamo spostare e cominciamo a dialogare con l’arroganza, con il sé arrogante. Possiamo scoprire che questo sé ti dà potere e autorità. E’ anche arrabbiato con te perché sente che tu lo detesti, così cerca costantemente di uscire dalla prigione che gli è stata creata attorno dai sé “anti-arroganza”. Poi torniamo al centro, al posto dell’ego consapevole, e forse possiamo andare a parlare anche con l’altra parte, con il sé spirituale o la voce anti-arrogante, e infine torniamo al centro ancora una volta, e ora devi sostenere questa polarità, arroganza e anti-arroganza, devi abbracciare l’una e l’altra, e questa è la ragione per cui scherzando diciamo che l’ego consapevole è perennemente sudato, perché le coppie di opposti sono così numerose! Vi sono Cristo e Satana, l’Attivista e il Ragazzo-da-spiaggia, il Potere e la Vulnerabilità, l’Odio e l’Amore, il Personale e l’Impersonale, l’Essere e il Fare, l’Estroversione e l’Introversione, l’essere aperti e diretti e l’essere machiavellici e strategici. La lista è infinita.

Dio è molte cose e si manifesta in molte forme ed energie. Certamente per le persone che lavorano con la Psicologia dell’Ego Consapevole, Dio vive anche nella nostra capacità di sudare la tensione degli opposti. Dal nostro punto di vista ogni concepibile forma di oscurità è parte di noi esattamente come le più elevate e dolci espressioni della luce divina. Questa è la condizione umana. Nulla può essere lasciato fuori dall’equazione. Quello che lasciamo fuori ci morderà, più e più volte, fino a che impareremo ad onorare ciò che pensavamo fosse nostro nemico.

Speriamo che queste idee vi siano utili nel vostro viaggio di ricerca interiore.

Hal e Sidra Stone

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Franca Errani

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